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Buttitta racconta Joe Barone: "Capisce molto di calcio. E vuole vincere"

L'italo americano faceva allenatore e dirigente a Brooklyn, ora sta conquistando Firenze: "Voleva sempre il bene dei giocatori".

«Avevo talento, mi volevano i college, ma io sognavo la Serie A. Un giorno venne da me Joe e disse: “Pensa al futuro, puoi studiare e giocare, la laurea è preziosa.

Ti darò una mano”. Mi trovò un posto ai Red Bull e ai Chicago Fire, non lo ascoltai, partii per l’Italia, dovevo andare alla Samp, volevo l’Italia. Mi feci male e finì tutto. Sbagliai a non ascoltarlo. Posso dire che sono stato un…».

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Parla così Leonardo Buttitta, 31enne broker alla Metropolitan Commercial Bank di Manhattan che racconta al Corriere dello Sport - Stadio il Joe Barone cresciuto nel calcio. Quello che faceva l’allenatore e dirigente ai Brooklyn Italians e sta conquistando Firenze.

«Si è sempre occupato di tutti i ragazzi. Non ha mai cercato il profitto personale, ma il bene dei giocatori».

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NEL CALCIO. L’obiettivo dei Brooklyn ancora oggi è formare una squadra multietnica di studenti universitari. Molto baroniano.

La mattina di giugno in cui Rocco Commisso telefonò a Vincenzo Montella, in vacanza in Nepal, per annunciargli la conferma, il presidente passò il telefono a Barone. I due parlarono a lungo di calcio. «Lui e Vincenzo la pensano allo stesso modo», disse uno dei presenti.

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«E' uno che capisce di calcio - spiega Buttitta - conosce tutti i giocatori, si guarda decine di partite. Può parlarne per ventiquattro ore, non ti annoia. E vuole vincere».  

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