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Bove: "Non fare punti oggi sarebbe stato un problema. Questa vittoria ci darà la spinta"

Le parole del centrocampista viola sulla vittoria contro la Lazio e sull'addio alla Roma: "Non esistono più le bandiere, anche perché le società..."

Parla così Edoardo Bove, centrocampista viola, in sala stampa dopo la vittoria contro la Lazio: "Ringrazio il mister per le belle parole, per me è una responsabilità positiva. Per un giocatore avere delle responsabilità, una pressione positiva è una cosa importante, ti porta a far meglio.

Anche la spinta dei tifosi e della società ci porta a fare il massimo. Non abbiamo mollato niente oggi e alla fine gli episodi ci hanno premiato. Nel primo tempo siamo stati un po' lenti con la palla, nella ripresa siamo ripartiti subito con più ritmo.

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Una vittoria che ci darà la spinta per un percorso migliore". RIMONTA. "Siamo tanti ragazzi che abbiamo imparato a conoscersi da poco. Stiamo lavorando sui meccanismi solo da due settimane tutti insieme, dobbiamo tirare fuori qualcosa in più, coraggio e spensieratezza che non deve arrivare solo quando sei sotto nel risultato.

Ma quando si è in svantaggio non è facile ribaltarla, in casa forse un po' più semplice con questa atmosfera". POSIZIONE. "A me piace giocare da mezzala in un centrocampo a tre, ma anche in un centrocampo a due, dove posso essere più al centro del gioco.

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Toccando più palloni entri in fiducia e va sempre meglio con il passare dei minuti. Anche il ruolo di trequarti in cui mi sta facendo giocare il mister è un ruolo divertente, c'è più possibilità di fare gol, giochi più vicino alla porta.

Ma io mi metto a disposizione del mister, essendo tanti giocatori nuovi con caratteristiche diverse la duttilità è un'arma importante". VIA DA ROMA CON CATALDI. "Non è vero che non siamo riusciti ad imporci, anzi. Abbiamo visto come i tifosi della Lazio hanno accolto Danilo, non è scontato.

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Il fatto che lui abbia lasciato qualcosa nel ricordo dei tifosi è la cosa più importante. Danilo è quello con cui sono stato di più in questo periodo, cerchiamo casa, stiamo in albergo insieme. Abbiamo avuto un distacco da quella che è stata la nostra gioventù, ma bisogna focalizzarci su cosa abbiamo lasciato nella piazza in cui siamo stati.

Non è scontato, nel calcio di oggi si dice che non ci sono più bandiere. Ma non è solo colpa dei giocatori, anzi, le società alla fine guardano i propri interessi senza scrupoli. È questa la cosa che credo abbia portato me e Danilo ad andare via, non eravamo più al centro del progetto.

Ma qui ci siamo sentiti subito a casa". SVOLTA. "Tendo ad essere più tranquillo sul dire 'la partita della svolta'. Era importante, non fare punti oggi sarebbe stato un problema. Ma dobbiamo focalizzarci su com'è arrivata questa partita, sullo spirito che abbiamo messo in campo.

C'è tanto da migliorare, lo sappiamo, è sotto gli occhi di tutti. Ma ci lavoriamo da sole due settimane, ma non deve mancare mai l'attaccamento alla partita, non disunirci, non permettere agli avversari di fare il secondo gol.

Se tutti hanno questo spirito diventa tutto più semplice".

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