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Il blog di Ludwigzaller: Trappola

Ecco come la Fiorentina è arrivata alla situazione attuale, secondo Ludwigzaller...

La trappola in cui sono andati a cacciarsi Vincenzo Montella e la Fiorentina è di quelle da cui è davvero difficile uscire. Una di quelle trappole da incubo di cui si narra nei romanzi gialli di Agatha Christie o in quelli psicologici di Henry James.

In apparenza niente di particolare: una squadra in crisi di risultati, ma che non corre il rischio di retrocedere, che a una decina di giornate dalla fine cambia il suo allenatore. A guardare le cose più da vicino, con il microscopio, sarebbe apparsa una realtà diversa e molto più complicata.

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La squadra intanto: formata da giocatori molto giovani, ai primi passi della carriera. L’atto fondativo è stata la morte del compagno. Li ha fatti sentire improvvisamente più adulti. E da lì è nato il patto con l’allenatore che li ha aiutati a superare il dolore e ha fatto di loro un vero gruppo.

Hanno incominciato a giocare bene subito dopo quella morte, e hanno proseguito anche al principio della nuova stagione. I risultati via via peggioravano, ma l’impressione è che vivessero in una bolla, che si sentissero intoccabili.

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Incassavano goal ma li segnavano e producevano dei bei finali. Un 7-1 contro una grande squadra ha fatto il resto. A quel punto hanno creduto che fosse davvero l’inizio di un’era nuova. L’allenatore sarebbe stato sicuramente confermato, la rosa migliorata con i giocatori che avrebbe portato Corvino.

Al culmine del sogno avrebbero vinto la coppa e l’avrebbero dedicata al compagno morto.

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Sono arrivate poi le due partite con l’Atalanta, in campionato e nell’andata di coppa, una squadra straordinaria, più esperta, in una delle annate migliori di quel club.

Delle due partite una l’hanno persa in trasferta, l’altra pareggiata in casa con un punteggio rotondo. Tutto è improvvisamente cambiato. La realtà ha preso il sopravvento. Prima ancora del ritorno di coppa, il ds ha decretato che la stagione era fallita e che l’allenatore doveva andar via.

Si è fatto capire che anche molti di loro dovevano essere ceduti. Nel frattempo il pubblico stava incominciando una sua personale battaglia contro i proprietari, accusati di aver speso poco e male, per disinteresse o avarizia.

Montella non poteva arrivare in un momento peggiore. Sul piano emotivo e morale ha avuto ovvie difficoltà a sostituire l’altro, l’allenatore precedente che i giocatori adoravano. Ha provato a insegnare i suoi principi calcistici, ma, non essendoci riuscito, dopo un paio di esperimenti è tornato al gioco che i giocatori meglio conoscevano.

Non è bastato. La partita decisiva di coppa è stata persa, la contestazione è montata. Sono state infilate numerose sconfitte consecutive. L’impressione è che la tendenza sia irreversibile, la Fiorentina perderebbe ormai anche contro una squadra di dilettanti.

Fare un misero punto risulta impossibile. L’opinione pubblica non ha capito nulla e continua testardamente nella sua contestazione contro la proprietà, la squadra, l’allenatore (poco importa chi sia), secondo i vecchi principi del tanto peggio tanto meglio e del dopo di me il diluvio.

Come arrivare dignitosamente alla fine se i giocatori non si svegliano, il pubblico continua a non far sentire il suo appoggio? Se ogni minimo errore è fatto pesare?

di Ludwigzaller

Nell’immagine: Agatha Christie

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