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Beltran e Nzola: 40 milioni spesi e una rete in campionato. Mai così male con Commisso

Mai così male il pacchetto dei centravanti nell'era Commisso: gli attaccanti non segnano, in campionato si conta una rete in due

Rocco Commisso è sempre stato un attento uomo di conti. E non è un caso che oltre ai classici numeri trimestrali relativi alla sua azienda di famiglia, la Mediacom, di recente abbia voluto esporre con fierezza anche le cifre legate agli introiti operativi certificati dall’ultimo bilancio della Fiorentina (quello per il 2022/23).

Scrive il Corriere dello Sport-Stadio. Ricchi ricavi - da record - arrivati in dote dal lungo percorso portato avanti dalla squadra di Italiano in Coppa Italia e in Conference nella scorsa annata che hanno confermato come la strada intrapresa dalla sua società per crescere sia quella giusta.

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Ecco perché la sensazione è che il tycoon, rientrato da meno di un mese in America, sia il primo in casa viola a essere deluso dal rendimento che dopo il primo terzo di campionato stanno avendo i suoi bomber.

MAI COSÌ MALE

Due elementi - Nzola e Beltran - per i quali l’area tecnica ha investito (bonus compresi) quasi quaranta milioni di euro solo pochi mesi fa. Ma che hanno saputo dare fin qui il peggior apporto tra le prime punte che il patron ha avuto sotto la sua gestione quasi quinquennale.

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I numeri non mentono e raccontano come, confrontando i nomi dei marcatori dopo le prime tredici giornate degli ultimi cinque campionati, il solo gol messo a segno dall’ex Spezia contro il Cagliari sia il contributo più deludente fornito dai centravanti che hanno vestito la maglia della Fiorentina dal 2019 ad oggi.

Escludendo da questo calcolo gli esterni e le seconde punte (giocatori ibridi, per esempio, come Kouame o Ribery) si può notare come nemmeno nelle stagioni in cui Biraghi e soci hanno lottato per la salvezza - all’interno, oltretutto, di un contesto tattico involuto - gli attaccanti avessero fatto così male.

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