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Belotti, caccia al gol per convincere la Fiorentina

Difficile, anzi difficilissimo che i viola possano riscattare il Gallo a fine stagione. A meno che non faccia tanti gol e decisivi

Dieci partite, 96 giorni, 898 minuti. Questo, in numeri, è quanto sta durando il digiuno di Andrea Belotti in Serie A. L'ultima e unica rete nelle 12 gare di campionato disputate in maglia viola è ancora fissata all'11 febbraio scorso, in casa contro il Frosinone.

Da quel momento, la cresta del Gallo si è alzata solo in Conference League (all'andata contro il Bruges). Scrive il Corriere dello Sport-Stadio.

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NUOVA OCCASIONE

Avrà con ogni probabilità una nuova occasione stasera, Andrea Belotti. Smaltita la lombalgia che lo aveva tenuto fuori lunedì col Monza, a più di un mese dalla sua ultima maglia da titolare in campionato e a dodici giorni esatti dalla finale di Conference, il numero venti tornerà tra i titolari nella distinta di Vincenzo Italiano.

Vuoi perché la gara col Napoli rappresenta una “finalina” di riscaldamento e che comunque, nonostante la semi-cecità mostrata sottoporta da parte dell'ex capitano del Torino, è lui l'unica garanzia come prima punta nella rosa di Italiano, vuoi per la volontà dello stesso Italiano di tenere caldi tutti i suoi fedelissimi in vista di Atene.

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RECORD NEGATIVO

Questi ultimi due appuntamenti di A serviranno per saggiare la forma dei futuri protagonisti della finale con l'Olympiacos. Gli occhi finiranno soprattutto sul numero venti, alla caccia di un guizzo che in campionato manca da più di tre mesi.

E quasi mille minuti: il contatore segna quasi le 15 ore di astinenza, un'eternità per un attaccante da 110 gol in Serie A, che nella massima competizione non ha mai vissuto un periodo così lungo senza smuovere la rete avversaria.

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A Firenze il popolo viola ha imparato ad apprezzare Belotti per quello che è: un attaccante da sbuffate e rincorse, da calzoncini sporchi e scivolate e per questo sempre applaudito dal Franchi, ma il centravanti da trenta gol - quello invocato dallo stesso Italiano nel post-Monza, quando il tecnico viola ha suggerito tra le righe come la stagione sarebbe potuta andare in maniera diversa in caso ci fosse stato a disposizione un attaccante da doppia cifra comoda - è un'altra cosa.

GIUGNO DECISIVO

Se ne sono accorti anche a Firenze. I dirigenti viola hanno infatti lasciato in stand-by tutti i discorsi su una possibile permanenza del Gallo: in prestito secco dalla Roma, a giugno tornerà nella capitale, poi si vedrà. Il suo futuro, in ogni caso, sembra segnato e gli ritaglierà un ruolo da vice-nove.

Che sia a Roma o a Firenze, Belotti in questo momento della carriera sembra poter essere l'ideale sostituto di un centravanti titolare in una squadra che punta l'Europa. E anche la Fiorentina, indipendentemente da come andranno le ultime gare e da cosa succederà nel mese di giugno (decisivo sia per l'assetto societario che per quanto riguarda la questione allenatore), sembra prendere in considerazione la presenza di Belotti a roster solo nell'eventualità che arrivi una prima punta di livello.

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