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Articolo del tifoso - Un altro campioncino se ne va

Arian parla del possibile trasferimento di Federico Chiesa dalla Fiorentina alla Juventus, così come era successo per Bernardeschi tre anni fa

Scrissi un articolo ormai tre anni fa su Bernardeschi e la decisione di spostarsi alla Juventus. A quel tempo però avevo ancora passione, ero ferito nell’orgoglio e forse mi sentivo anche tradito come tifoso viola.

C’era Chiesa però, il nuovo giovanotto che avanzava, veloce come un fulmine, con il sorriso di chi ama questo sport e di chi si sente privilegiato ad indossare la maglia viola e giocare in Serie A.

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Quella faccia, quelle emozioni a lui legate mi rallegravano dopo aver visto andare via l'allora numero 10 della Fiorentina alla Juventus. Ne sono successe parecchio di cose nel corso di questi anni, abbiamo rischiato più volte la retrocessione, abbiamo sofferto tutti insieme la prematura scomparsa di Davide e abbiamo visto cambiare la proprietà della nostra amata Fiorentina.

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Mi chiedo ad oggi però dove sia finita la mia passione per questo giuoco. La sento consumata, tirata, trattata male, la sento distante da quello che il calcio è ormai diventato; non ci sono più bandiere lo sappiamo, non esiste nemmeno più il rispetto dei colori, il rispetto per tutto l’amore ricevuto dai tifosi, non esiste più niente di tutto ciò.

Il lato divertente di questa storia è che tutto viene giustificato con la solita scontatissima e di poca intelligenza frase:Sono professionisti. Perché prima cos’erano? Non professionisti? Oppure con questa frase si vuole in qualche modo giustificare l'assenza di passione per quello che è il calcio?

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Perché il calcio, signori miei, è colori, rivalità, gemellaggi, tifo, emozioni e passione. I soldi? Dimenticato volutamente di scriverli nella lista ma se questi sono serviti ad ampliare l’accesso e la visibilità del calcio ben vengano.

Tuttavia, mi pare non sia più così.

In merito a questo, ma i 1000 che possono accedere allo stadio dove e da chi prendono i biglietti? Incredibile, si ha quasi la sensazione che da luogo erroneamente riconosciuto come pericoloso e in mano alle frange violente degli Ultras, ora pure andare allo stadio sia diventato esclusivo.

Tornando ai nostri professionisti, sento la necessità di una provocazione: ma se passare dalla Fiorentina alla Juventus è da professionisti, allora fare le bizze e piangere su un bus perché non si vuole scendere alla presentazione delle nuove maglie della Fiorentina (avendo un contratto milionario in essere con quest’ultima), in che cosa consiste?

Forse nel non essere professionisti? E se un professionista può essere anche un non professionista allora alla fine che cosa è?

di Arian Gorvanchi
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