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Articolo del tifoso: Non vi sosterrò più

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Come sul corpo rimangono cicatrici indelebili, anche sul cuore potremmo trovarne ma con significati più profondi. Quelli che ti lasciano la scomparsa di un caro estinto, di un amore terminato o vedere la tua squadra preferita veleggiare verso lidi sempre più scuri dopo essersi battuta con ardore contro tempeste e mareggiate.

Trovarsi davanti ad una ex fidanzata o moglie che ti tratta male ha un significato per cui si viene portati alla considerazione de sé, magari ci trattano a male parole ma ci considerano.

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La pugnalata più feroce è la non considerazione, sentirsi messi da parte come un oggetto desueto.

Ecco, quello che ho appena parafrasato è quello che accade oggi alla squadra di Firenze, che per anni ha lottato e sputato sangue in molte arene europee che oggi non le competono più. I tifosi non chiedono di vincere chissà quali scudetti o coppe ma di onorare la maglia fino alla fine e di essere sempre presenti.

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Quello che stiamo vivendo noi “clienti” da alcuni anni è un patimento che porta all’indifferenza  verso la squadra, nemmeno all’odio! Quanto poco ci vorrebbe per poter riavvicinare le nuove generazioni alla maglia viola, per esempio come viene attuato in altre società ad ogni nuovo nascituro una bella maglietta viola, un giocatore al giorno in alcune scuole elementari o medie e così via, oltre che magari offrire uno spettacolo decoroso alla domenica.

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Tralascio su di chi debbano esser addossate le colpe e perché in quanto non basterebbe una giornata, ma mi limito a sottolineare che ho portato mio figlio a vedere la partita col Sassuolo (che ha un decimo del nostro bacino d’utenza, metà del nostro monte ingaggi..) in quanto era tifoso di un’altra squadra, con l’intento di fargli vedere una bella vittoria è un bello spettacolo.

Alla risposta “questi fanno schifo, gioco meglio io a nove anni, tifo per la Juve che almeno vince” mi sono sentito disarmato. Ringrazio perciò, sentitamente, coloro che hanno rovinato la mia passione, chi non controlla i loro dipendenti e chi se ne frega della passione ma pensa solo al vile denaro.

Un vostro cliente non vi sosterrà più. Dal primo all’ultimo.

di Claudio Cappelli
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