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Articolo del tifoso - Mister Iachini e le ambizioni di Mr Commisso

Il Violanauta si chiede: cosa vuole fare da grande questa società? Lo stadio di proprietà è necessario sì, ma non indispensabile per costruire una squadra sportivamente di successo

Sapevamo che questa sarebbe stata una stagione interlocutoria e che c’erano una squadra ed una società da ricostruire dopo il passaggio di proprietà. La ricostruzione non è ancora finita; la squadra non è ancora salva. Non è ancora venuto il tempo di fare bilanci, ma credo che sia almeno giunto il momento di iniziare a chiedersi che cosa vuole fare da grande questa società.

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E se, e quanto, vuole diventare grande. E quando?

Finora, il versante su cui la società ha dato i segnali più promettenti è la questione strutture di proprietà. Tematica di importanza fondamentale per le future ambizioni della Fiorentina in un calcio nuovo, che non è più quello degli anta, ma non è già più neanche quello degli anni Duemila.

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Dove però non riesco a registrare il polso della nuova proprietà è l'aspetto tecnico-tattico, quel tanto discusso progetto che aveva animato la dialettica nell'era dellavalliana. Perché oggi ancor più che allora, nel calcio al tempo del FFFP, quello che più conta, oltre a far crescere le entrate, è come riesci a economizzare le risorse che hai: in poche parole conta riuscire a fare 100, avendo a disposizione 50, o magari 30 o anche meno.

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E questa è una faccenda che è solo in parte collegata alla questione stadio, centro sportivo e infrastrutture.

Guardate l'esempio dei club italiani che hanno ottenuto i risultati migliori nell'ultimo decennio (esclusa la Juventus): Napoli, Lazio e Atalanta hanno forse stadi di proprietà?

Oppure ciò che ha fatto la differenza sono stati piuttosto i piani societari e i progetti tecnico-tattici, basati sulla scelta di un ds capace di valorizzare al massimo le risorse a disposizione (un po’ come Sartori, Tare o Giuntoli) e dell'allenatore giusto, e in secondo luogo sull'acquisto di quei giocatori ritenuti funzionali alle sue idee tattiche?

Ora vorrei capire, qual è il piano tecnico e tattico a medio e lungo termine di questa società (al netto delle trattative per centro sportivo e nuovo stadio)? Perché non possiamo più permetterci di riconfermare un allenatore senza sapere se sia il profilo adatto a costruire un progetto calcistico, magari perché questo progetto non c’è e si sta navigando a vista.

Iachini è un normalizzatore, uno specialista in salvezze, il condottiero tenace e pragmatico che serviva per rimanere nella massima serie (e la lotta è ancora aperta). Ma comunque andrà a finire, ormai è chiaro che non ha una visione di calcio su cui poter costruire un nuovo ciclo di ambizioni (e, si spera, stavolta, di vittorie).

Quindi, è bene sostenere questa proprietà senza pessimismi ingiustificati e polemiche sterili. Il centro sportivo, sembra, si farà. Dico: “Bene, 1-0 e palla al centro”. Ma manteniamo anche vigile lo spirito critico: non cadiamo nel tranello della solita retorica secondo cui non si può fare una grande squadra senza stadio nuovo.

Perché io non so voi, ma a me non ha mai convinto.

Il Violanauta

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