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Ancora Bati: "Firenze è casa mia, ma primo impatto fu traumatico. Non vivo da superstar"

Il grande numero nove argentino presenta il suo docufilm: "Vivo con semplicità, mi fa piacere che la gente non mi veda come una superstar. Non sono tornato a Firenze perché non sono mai andato via. Firenze è la mia casa"

Gabriel Omar Batistuta ha presentato alla stampa oggi a Palazzo Vecchio El Numero Nueve, il docufilm che racconterà la sua vita. Queste le sue dichiarazioni sul documentario e sul suo rapporto con Firenze:  “La storia è cominciata quando Pablo Benedetti (il regista, ndr) e gli altri mi hanno proposto la cosa e subito mi è piaciuta.

Non mi vergogno a dire che non mi piace vedermi in televisione ma l’idea di far vedere ai bambini del mio paese, e non solo, la mia storia, mi ha subito fatto pensare che era la cosa giusta. Stiamo lavorando bene, forze non me la cavo bene come attore (dice ridendo, ndr) ma questa è la mia storia, la mia vita, con i miei genitori, la mia famiglia, i miei amici". "Io non sono tornato a Firenze perché non sono mai andato via.

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Firenze è la mia casa. Ogni giorno mi sto godendo l’amore e l’affetto dei fiorentini. I tifosi si sono arrabbiati tanto quando sono andato a Roma. Ho fatto un ragionamento da professionista e non riuscivo a comprendere perché la gente che non capisse che andavo a cercare una cosa che ho cercato qui per tanti anni.

Mi sono arrabbiato un po’ ma poi ho capito le loro ragioni. Quando l’altro giorno a mia moglie dicevo che sono passati tanti anni ma la passione, l’amore verso di me è sempre aumentatati e adesso comincio a capire che ne è valsa la pena ‘giocarmi’ le mie caviglie per questa città, per i fiorentini”.

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Differenza tra Firenze e le altre città? Io venivo dall’Argentina e la prima impressione che ho avuto quando sono arrivato a Firenze è stata: ‘ma dove sono arrivato?’. Ma dopo pochi mesi ho subito iniziato a capire la città, i fiorentini, cosa voleva dire la Fiorentina per la città.

E da qui ho capito che valva la pena giocare e lottare per questi colori, per questa città. Al rapporto con la mia famiglia e ai bambini ci tengo moltissimo. La realtà in Argentina per i bambini è molto dura e spero che questo docufilm gli possa servire a migliorare qualcosa a qualche ragazzo.

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Voglio raccontare quanto posso essere sensibili, quanto e cosa ho fatto da bambini per arrivare dove sono arrivato”. “A Pablo ha sorpreso la semplicità con la quale vivo, speriamo di trasmettere questo. Mi fa piacere che la gente non mi veda come una superstar: io sono normalissimo, vivo dove sono nato con gli stessi amici, non è cambiato niente.

Io non sto facendo l’attore, devo solo fare me stesso e questo facilita il mio lavoro. Ogni tanto faccio arrabbiare Pablo, sono un professionista e cerco di fare tutto al meglio ma sempre rimanendo me stesso”.

https://www.youtube.com/watch?v=DEClkWECatM

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