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Amrabat, finalmente ai livelli di Verona. E il merito è di Borja (in versione Veloso)

Contro la Juventus Amrabat si è espresso finalmente ai livelli di Verona. E il merito è stato anche di Borja Valero in versione Veloso

Si sofferma sull’ottima prestazione a Torino di Sofyan AmrabatLa Nazione. Una gara, finalmente, da Amrabat. E non è un caso se accanto a lui contro la Juventus ci sia stato Borja Valero. COME A VERONA. Come accadeva a Verona, quando accanto a lui agiva Veloso, così è accaduto a Torino.

Il regista gialloblu gestiva palloni e spazi, e Sofyan copriva, correva e recuperava palloni. Lui colpiva, gli altri lo sostenevano tessendo una rete di sostegno, calcisticamente respiravano insieme a lui. Proprio quello che è mancato nei primi mesi fiorentini, quando il centrocampista marocchino ha disperso la propria iperattività sbilanciando la squadra, perché senza organizzazione nessuno fa la differenza a centrocampo, anzi può creare problemi se gira e vuoto e la squadra non è attrezzata per sostenerlo.

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BORJA. Ci voleva un partner attrezzato, più di Pulgar, a livello tattico. E qui Prandelli ha rischiato. Non tanto perché Borja non abbia l’intelligenza calcistica per dosare la propria posizione – quella nessuno gliela nega – ma perché contro il centrocampo muscolare della Juve avrebbe potuto essere un rischio introdurre la nuova coppia.

Invece tutto ha funzionato, anche perché intorno ha lavorato bene tutta la Fiorentina: i tempi di Amrabat sono stati finalmente funzionali per recuperare palloni e spaccare le linee di gioco della Juve. Altra novità che non è sfuggita, considerando che Prandelli da tempo stava lavorandoci: Amrabat si è inserito sulla trequarti, dove in alcune giocate è stato addirittura il terminale offensivo per i rilanci; un altro sistema per sfruttare l’esplosività di un giocatore che ha anche la dote di non riposare mai.

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