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Altro che centravanti: Beltran e il ruolo 'alla De Bruyne'. Acquistato come prima punta, ma Italiano...

La società lo ha preso per fare il centravanti, il tecnico ci ha provato ma aveva capito subito che il suo ruolo era un altro. E la mossa in stile Guardiola...

E pensare che gliel’avevano presentato come un centravanti. Una prima punta da formarsi fisicamente e tatticamente, ma pur sempre una prima punta. E invece, dopo una decina di giorni, Vincenzo Italiano aveva già capito tutto. «Se devo paragonarlo a qualcuno — disse il 23 agosto — faccio il nome di Ciccio Baiano».

Bastava aver visto giocare Baiano per capire che era arrivato un giocatore che tutto poteva essere meno (scelta della maglia a parte) che un «numero 9». Certo, avendo soltanto lui e Nzola a disposizione, il tecnico ci ha provato.

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Allenamenti, partite, ore e ore spese sui campi del Viola Park. I risultati però, non sono mai stati esaltanti. Colpa soprattutto delle difficoltà di Lucas nel giocare spalle alla porta e nel fare a spallate con i difensori centrali avversari.

Non a caso fu proprio l’ex River Plate, ad ottobre, a raccontare quanto stesse faticando: «Il calcio italiano è diverso, non mento: più fisico, più forte», scrive il Corriere Fiorentino. LA SVOLTA. E così pian piano lui e il mister si sono convinti a cambiare strada.

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Poi, il 17 dicembre, la svolta. Italiano in Fiorentina-Verona decide di schierarlo alle spalle di Nzola. Risultato? Non eccezionale sul piano della prestazione collettiva ma, comunque, fu proprio il Vichingo a decidere il match. «Mi piace molto fare il trequartista — spiegò lui a fine gara — perché posso giocare di più con la palla e posso venire fuori dall’area di rigore».

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 DA PIU' LONTANO. Eccola, la chiave. Quello che voleva, quello il mister aveva capito (quasi) subito. Perché nella testa del tecnico Beltran è una specie di Raspadori. Un giocatore che può sì fare l’attaccante, ma più parte da lontano e meglio è.

Così infatti può attaccare l’area e sfruttare la sua abilità negli ultimi 16 metri ma senza aver l’assillo delle marcature. Soprattutto, giocando più arretrato può far valere due grandi qualità: la visione di gioco che gli fa legare centrocampo e attacco con grande naturalezza, e la resistenza.

Una dote, questa, che ha convinto Vincenzo Italiano all’ultima, per certi versi impensabile, trasformazione. Perché contro la Lazio Lucas ha fatto praticamente la mezzala. ALLA DE BRUYNE. Analizzando i dati infatti si vede chiaramente come la Fiorentina lunedì abbia giocato un 4-3-3 (ovviamente molto offensivo) che si trasformava in 4-1-4-1 nel quale l’ex River si è travestito da Kevin De Bruyne.

Un ex attaccante esterno che Pep Guardiola al Manchester City ha pian piano trasformato in giocatore totale: mezzala, trequartista, seconda punta. Sia chiaro, si tratta solo di un esempio per capire quale sia stato il pensiero alla base dell’ennesima invenzione del mister. Eppure, oggi, è quello il presente e il futuro dell’argentino.

Un acquisto più che azzeccato, se si parla di valore e prospettive. Basta sapere che non è, e probabilmente non potrà mai essere, il centravanti che la Fiorentina in estate pensava di aver preso.

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