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Viola, è la tua notte: finalmente una grande sfida Europea

Le aspettative e le emozioni di vivere una sfida che sa di “vera” Europa

Guardando alla storia recente della Fiorentina in Conference, si fa fatica a trovare un doppio scontro o un match del girone che abbia reso la magia ed il prestigio delle vere notti europee. Tolte le due finali disputate, per rivivere la sensazione di aver visto la propria squadra battersi in palcoscenici importanti, i tifosi viola devono andare indietro con la memoria alle varie Europa League o all’ultima Champions disputata, che oramai si avvia verso i vent’anni. Un sacco di tempo, e sembrava solo ieri.

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ATMOSFERA. È vero, la Fiorentina non si è mai tirata indietro nella terza coppa europea per importanza: pur con cammini non sempre regolari e anzi, spesso altalenanti, la squadra ha sempre onorato la competizione. Ma il pregio di giocare in Europa dovrebbe essere quello di visitare stadi importanti, o comunque storici, che costituiscono la prestigiosa scena in cui le battaglie continentali si svolgono. La Conference ha ovviamente cancellato questo misticismo, e tolti i pochi feticisti del calcio dell’ex blocco sovietico, o i fan delle destinazioni esotiche e delle squadre con nomi impronunciabili (che hanno fascino, ok, ma dal sapore diverso, quasi più ironico tendente al kitsch), lascia poche memorie impresse negli spettatori, almeno a queste latitudini. La Conference ammazza l’atmosfera delle coppe europee, la annulla. Ma Selhurst Park, nonostante non sia mai stato teatro di grandi sfide europee in tal senso, può rappresentare una piacevole eccezione. L'ultima volta che la Fiorentina ha visitato Londra, in casa del Tottenham (oramai 11 anni fa), l'atmosfera era immacolata, bellissima, e si respirava un'aria diversa.

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CALORE E ASPETTATIVE. Della storia di questo impianto ne abbiamo già scritto; conterrà 25mila anime pronte a sostenere la propria squadra fino alla fine. La storia del Palace è stata perlopiù priva di competizioni europee disputate, tolta una partecipazione all’Intertoto del ’98: la Conference è l’occasione per i tifosi rossoblu di dimostrare che a casa loro è festa grande, e che la vivranno come una Champions League. Inutile dire che tutti i biglietti siano già terminati, e che l’aspettativa per questo match da parte dei tifosi inglesi è alle stelle. La squadra sta svolgendo una onesta stagione di Premier, con più bassi che alti. L’annata è iniziata con la conquista del Community Shield (un grosso e pesante scudo d’argento che equivale grossomodo alla nostra Supercoppa Italiana), in uno stadio che ha fatto eccome la storia del calcio e dello sport in generale, Wembley. I tifosi delle Eagles, che assomigliano molto al tifo organizzato italiano per cura delle coreografie e dei cori, porteranno un po’ dell’entusiasmo derivato da questo momento magico del loro piccolo club anche nel match di coppa. Questo dovrebbe motivare i viola ancor di più: non siamo più, con tutto il rispetto, tra i campi ghiacciati della Polonia.

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Un po’ come l’anno scorso con il Betis, la storia si ripete. La Fiorentina affronta avversarie di basso livello per gran parte del percorso, e poi si ritrova di fronte una compagine all’altezza, che alza l’asticella della competitività. Il sud di Londra non sarà caldo e coinvolgente come Siviglia, ma se vogliamo usare un’allegoria, Vanoli e suoi saranno il toro e i tifosi del Palace con tutta la squadra proveranno a fare la parte del torero. Quelli del Palace sanno bene che i gigliati hanno avuto una brutta stagione, e proprio per questo ci temono. Talvolta sfide di questo tipo sono necessarie a ricordarci chi siamo, o perché disputiamo una competizione continentale. Palace-Fiorentina non aiuterà la Conference a porsi sul livello delle due sorelle maggiori, ma almeno sprigionerà un po’ di quella magia europea che è un mix tra voglia di ambizione e di sfida, aspettativa, tensione. Regalateci una bella serata di calcio.


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