Vai al contenuto
×

Uno stadio, molte storie: viaggio a Selhurst Park, casa del Crystal Palace

Giovedì la Fiorentina è attesa in uno degli stadi più caldi della Premier, Selhurst Park. Storia e curiosità sullo stadio del Palace

Giovedì una doppia sfida attende la Fiorentina: quella di dimostrare di essere, nonostante tutte le difficoltà stagionali, all’altezza del Crystal Palace, ma soprattutto di tenere in nervi saldi in uno stadio molto caldo come Selhurst Park.

NUOVA CASA. Selhurst Park nasce nel 1924: il Crystal Palace lascia il suo vecchio campo di Croydon - vicino al luogo della Great Exhibition, poiché il Crystal Palace altro non è che un enorme palazzo di cristallo, appunto, costruito per l’Expo di quell’anno - per trasferirsi in una zona più periferica, meno simbolica ma più funzionale. Il nuovo stadio viene progettato da Archibald Leitch, una sorta di autore invisibile del paesaggio calcistico britannico: sue sono anche le tribune di Anfield, Ibrox, Goodison Park. A Selhurst Park disegna linee semplici, pragmatiche. Nulla che voglia stupire, ma che voglia durare. E infatti dura fino a oggi.

sponsored

ARCHITETTURA IMPERFETTA. Selhurst Park non è bello nel senso contemporaneo del termine. Non ha ambizioni futuristiche, e non è dotato di comfort particolarmente avanzati. È fatto di angoli strani, visuali parziali, strutture che sembrano aggiunte più che progettate. Eppure è proprio questa imperfezione a definirlo. In un’epoca in cui i nuovi stadi inglesi tendono a somigliarsi — grandi, lucidi, intercambiabili — Selhurst Park conserva una specificità rara. Ha poco più di 25.000 posti, e rimane tra i pochi stadi della Premier ad avere gli spalti molto vicini al campo. Selhurst Park è uno di quegli stadi in cui la memoria non è celebrata, poiché ancora è respirabile e sedimentata, in ogni gradino, in ogni mattone. Non ci sono grandi musei interni o percorsi immersivi; la storia emerge nei dettagli, nei racconti tramandati oralmente, nei cori che restano sempre gli stessi, intonati nei pub vicino allo stadio, come il Clifton Arms (il loro “bar Marisa”, ad azzardare un paragone). Per vent’anni lo stadio diventa terreno condiviso. Negli anni ’80 il Charlton Athletic, rimasto senza casa, gioca qui le sue partite casalinghe. Mentre dal 1990 al 2003 è l’AFC Wimbledon il coinquilino delle Eagles. È una convivenza strana, quasi innaturale per il calcio inglese, dove lo stadio è identità territoriale prima ancora che infrastruttura. Selhurst Park come spazio elastico, capace di contenere più storie contemporaneamente.

sponsored

KUNG-FU ERIC. Il 1995 è l’anno in cui lo stadio entra nella mitologia calcistica globale, in maniera, a dire il vero, piuttosto controversa. Più che una partita, un gran gol, un bel gesto atletico è un fatto, anzi, un fattaccio, a mettere sulla mappa Selhurst Park. Il 25 gennaio, durante una partita tra Crystal Palace e Manchester United, Eric Cantona viene espulso. Mentre lascia il campo, reagisce agli odiosi epiteti razzisti di un tifoso con un gesto che è diventato iconico: un calcio volante, sospeso tra arti marziali e teatro. Un atto di frustrazione che costerà al francese 8 mesi di squalifica. L’opinione pubblica si divide: non è solo uno scandalo disciplinare. È uno di quei momenti in cui il calcio mostra la sua fragilità emotiva, la sua incapacità di contenersi. Selhurst Park, con le tribune vicine al campo, senza filtri, senza distanza, diventa il palcoscenico perfetto per questa collisione tra pubblico e giocatore. Ancora oggi, quando si parla di Cantona, si torna lì.

sponsored

IL CUORE DI HOLMESDALE. Se Selhurst Park ha un’anima, si trova nella Holmesdale Road Stand. È lì che nasce una delle tifoserie più riconoscibili d’Inghilterra: gli Holmesdale Fanatics. Fumogeni, coreografie, tamburi - elementi più vicini alla cultura ultras europea che alla tradizione britannica. In un calcio inglese sempre più regolato, televisivo, “premium”, loro rappresentano una piccola deviazione. Non nostalgica, ma creativa. Hanno trasformato Selhurst Park in uno degli stadi più rumorosi e caldi della Premier League, un autentico fattore in più per il Palace nei match casalinghi.

La Fiorentina, quindi, si troverà di fronte a una compagine motivata in uno stadio particolarmente acceso e caldo. Un vero e proprio test per i gigliati: vedremo se saranno in grado di uscirne integri.


Lascia un commento