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Vanoli protegge il gruppo, chiamato però a rispondere a Udine. Spingere oggi per cullare il sogno coppa domani

Superare la figuraccia di giovedì senza buttare tutto il lavoro fatto negli ultimi mesi: la missione a Udine della Fiorentina

Paolo Vanoli si è trasformato in un parafulmine per proteggere la propria squadra. Giorni complicati, che non si aspettava. Nonostante il passaggio del turno la prova di coppa ha fatto male. Ma oggi non si può buttare via tutto quel che di positivo è stato fatto negli ultimi mesi. Vero, approcci del genere si erano visti anche in passato, dopo vittorie larghe con altri allenatori e soprattutto con un'altra Fiorentina. Insomma, poteva succedere. E' successo. Eppure nessuno all'interno del Viola Park lo aveva messo in conto. Colpa, se così si può dire, di quel 3-0 maturato in Polonia che si è rivelato un effetto boomerang clamoroso. Giovedì in campo sono scesi calciatori che non erano pronti al ritorno degli avversari. Alla ferocia che si mette in Europa. Anche da parte di squadre di modesta levatura. In tempi normali poco male. Prendi due o tre schiaffi, hai il tempo di sistemarti e tirare fuori dalla panchina qualcuno in grado di rimettere facilmente il treno sui binari. Ma era proprio quello che Vanoli voleva evitare. Per non rischiare infortuni puntualmente accaduti. La preoccupazione per Solomon si è trasformata in un report medico da almeno un mese di stop. Colpa di quell'approccio così, che ha costretto a cambiare in corsa il piano partita. E che ha indirizzato sulla Fiorentina una marea di critiche. Ma Vanoli il suo gruppo lo ha difeso fin da subito. Dicevamo.

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TEMPO AL TEMPO. «Colpa mia», sussurrava nella pancia del Franchi giovedì sera. Incredulo per essere incappato nell'infortunio di uno dei suoi giocatori più in forma. Ma tutto sommato sollevato per non essere entrato nella storia della Fiorentina dalla porta sbagliata. Anche perché nessuno lo ammetterà mai pubblicamente, ma quella Conference così bistrattata e spesso snobbata è il sogno per tingere il Centenario di viola. Un sogno per adesso da tenere lì, nel cassetto. Ottavi abbordabili, ai Quarti si vedrà. Ma c'è tempo e l'imperativo di arrivarci con una classifica di Serie A migliore di quella attuale. Se con il Rakow la gestione sarà la medesima vista con lo Jagiellonia (magari senza complicarsi la vita…), ad aprile potrebbe toccare il Crystal Palace. E quella inglese, pur essendo una squadra con diverse difficoltà, dovrà essere approcciata con Fagioli, Kean e tutti gli altri. Tempo al tempo. 

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ALTRI RISULTATI OK. Per arrivare giusti lì, dopo Pasqua, c'è da pedalare adesso. A cominciare da domani sera a Udine. I risultati delle altre sono stati quelli sperati (Lecce ko a Como, Genoa sconfitto dall'Inter), in attesa della sfida che la Cremonese giocherà contro il Milan e magari anche del Torino impegnato con la Lazio. L'occhio agli altri è giusto darlo a questo punto, con la Fiorentina che dovrà poi fare il proprio dovere contro i friulani, reduci da tre sconfitte consecutive. Chiaro che la gente attenda di rivedere la Fiorentina di Como o quella che ha battuto il Pisa. Una squadra più ordinata e logica di quella che ha fatto vacillare le convinzioni di tutti a metà settimana. Obiettivo dimostrare che si è trattato di un passaggio a vuoto fisiologico, capitato come detto anche ad altri gruppi, con meno problemi e dentro stagioni più soddisfacenti. 

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FORMAZIONE. Out Dodo per squalifica. Out Solomon per infortunio. Davanti a De Gea ci saranno Fortini, Pongracic, Ranieri e Parisi. A centrocampo Mandragora, Fagioli e Brescianini. In attacco Harrison, Kean e Gudmundsson. Vanoli è pronto a rilanciare il 10 islandese. Che sta bene, ma deve ritrovare in fretta brillantezza. Partirà da sinistra, dove aveva dimostrato di essere a proprio agio prima di farsi male contro il Torino. Formazione fatta, poi una settimana di allenamenti per tirare il fiato in vista del Parma. Un passo alla volta. Si può fare. Nonostante la figuraccia di giovedì. 


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