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Uno per tutti e tutti per la Fiorentina: senso di appartenenza e consapevolezza. Così Vanoli motiva i suoi

Sabato alle 18 la Fiorentina ospiterà al Franchi la Juventus. Una gara sentita, certamente, ma che sarà importante soprattutto per capire a che punto è la squadra viola. Non sarà una partita decisiva, siamo d'accordo con Vanoli, ma certamente sarà una partita già determinante per capire l'andamento della “nuova” stagione della Fiorentina.

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Una gara in cui ci si aspetta sostanzialmente di vedere una Fiorentina completamente diversa da quella che avevamo lasciato prima della sosta: soprattutto per atteggiamento, approccio e consapevolezza. Una squadra pronta a lottare su ogni pallone, una squadra consapevole che ogni centimetro regalato, ogni corsa non fatta, ogni piccolo errore può essere decisivo.

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D'altra parte a una squadra ultima in classifica non possono mancare le motivazioni. Nessuno in campionato, in questo momento, può essere più motivato della Fiorentina. Ora tocca a loro, ai giocatori, ora tocca alla squadra dimostrare che possono uscire da questa situazione e che hanno le capacità per farlo. Il campionato non aspetta nessuno, la Fiorentina deve conquistarsi la propria risalita punto dopo punto, contrasto dopo contrasto, centimetro dopo centimetro.

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Questo ci si aspetta dalla prima di Vanoli al Franchi: una squadra mentalmente consapevole. Una squadra mentalmente stravolta rispetto al recente passato.

Kean è pronto: ma ora deve dimostrare qualcosa in più anche lui

Moise Kean, dopo una settimana ai box, ha ripreso a lavorare coi compagni e si candida per una maglia da titolare al centro dell'attacco della Fiorentina. Ma, a prescindere dalla condizione fisica, anche per lui sarà determinante l'aspetto mentale. Avrà capito, Moise, la situazione della Fiorentina? Avrà capito quanto è diventato importante pensare al “noi” piuttosto che all'"io"? 

Anche da Kean è doveroso aspettarsi uno step mentale in più. E' uno dei pochi giocatori che può risolvere le partite da solo, ma non deve prendere questo concetto alla lettera. Ora più che mai è necessario che la Fiorentina giochi da squadra. Ora più che mai gli undici che vanno in campo devono farlo da squadra e non da singoli. Una corsa in più, come dice Vanoli, ma anche un passaggio in più, un assist in più: questo è chiamato a fare anche Kean, ovvero il giocatore più forte, sulla carta, della rosa della Fiorentina. 

Visto anche che in questa stagione gli è più difficile centrare la porta è necessario che pensi più per la squadra e un pochino meno alle statistiche personali o a voler essere il salvatore della patria. La Fiorentina ha bisogno di Kean, ma ha bisogno di un Kean uomo squadra.

L'alibi Pioli non c'è più. Ora c'è da pedalare, lavorare e fare punti, tanti punti, contro chiunque. Impresa ardua per una squadra che si trova ultima in classifica. Ma questa Fiorentina non vale l'ultimo posto in Serie A e ha l'occasione per dimostrarlo a partire da sabato, contro la Juventus.


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