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Un traguardo faticoso da centrare. Conta il presente, ma ormai è il futuro a tenere banco

Al Franchi arriva il Genoa, la Fiorentina cerca almeno un punto per blindare la salvezza. Ma è già tempo di parlare dei programmi futuri

L'obiettivo dei ventimila del Franchi è piuttosto chiaro: prendersi quel benedetto punto che manca alla salvezza matematica e voltare pagina. Chiudere una stagione di fatto buttata via, partita tra obiettivi assolutamente ambiziosi e sbandierati, piombata ben presto nell'incubo. Per come la Fiorentina era messa a dicembre, poter tagliare il traguardo oggi (con due giornate d'anticipo sul termine del campionato) pare addirittura una notizia molto positiva. Stagione nata male, proseguita peggio e raddrizzata nel girone di ritorno con una serie di partite che hanno portato in dote diversi punti ma pochissimo gioco. Sulle dita di una mano si contano le partite divertenti da vedere (Bologna, Como, Milan, Inter, Cremonese...) ma in un contesto del genere era anche complicato chiedere un gioco un po' più frizzante.

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TEMPI LUNGHI. E' andata così, con Paolo Vanoli (33 punti in 25 giornate di campionato alla guida dei viola) che sta provando a convincere la società di puntare ancora su di lui. In realtà non sarà confermato. Lo ha respirato già anche lui. Fabio Paratici aprirà un ciclo nuovo anche dal punto di vista tecnico. La corrente dell'allenatore straniero ha preso corpo negli ultimi giorni, con la candidatura di Fabio Grosso che somiglia a un sicurissimo piano B, nonostante le dichiarazioni dei dirigenti del Sassuolo che vorrebbero continuare con l'ex Campione del Mondo in panchina. Il tempo per la scelta non è maturo. Contro gli interessi della Fiorentina c'è un'estate dilatata dal Mondiale. L'impressione è che per arrivare a un allenatore di livello ci sia da aspettare e da sperare che nessun club più blasonato si metta di mezzo. Insomma, non sarà una scelta a stretto giro di posta. Anche lo stesso Pioli arrivò di fatto nei giorni di inizio ritiro intorno alla metà di luglio.

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IN BILICO. Sarà comunque un'estate di cambiamenti. Di tanti giocatori in bilico. La decisione madre è chiaramente quella del tecnico, poi toccherà sbrogliare la matassa Kean. Ma anche in questo caso i tempi non saranno brevi. Difficile arrivi qualcuno con 62 milioni entro il 15 luglio. Le trattative per la cessione (non si respira più quella voglia ostinata di tenerlo a Firenze) cominceranno dopo la scadenza della clausola a prezzo scontato. Subito dopo ci saranno da prendere decisioni importanti sui giocatori in scadenza fra un anno. Dodo e Fortini, ad esempio. Rinnovi o cessioni, non ci sono altre strade. Sicuri di rimanere sono davvero in pochi. De Gea ha detto di voler restare e così dovrebbe essere. Poi Fagioli, Parisi, Ndour, Mandragora. Probabilmente Piccoli come attaccante di riserva. Ma la rosa sarà comunque ristretta dovendo affrontare soltanto il campionato e la Coppa Italia, che comunque inizierà intorno a Ferragosto.

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NIENTE APPLAUSI. Oggi l'accoglienza del Franchi non sarà festosa. Ci mancherebbe altro. La gente si aspetta almeno una prestazione dignitosa che porti alla salvezza. Possibile che poi la Fiesole decida di 'salutare' con la proverbiale ironia pungente la squadra, sostenuta e spronata nei momenti delicati della stagione. A nessuno però è piaciuto l'atteggiamento in troppe partite, compresa l'ultima all'Olimpico contro la Roma. Serve quel benedetto punto. Poi c'è solo voglia di chiarezza da parte della società per quel che riguarda i programmi dell'immediato futuro. 


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