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Tommasi: "Tagli agli stipendi? Disposti a parlarne, ma non adesso. Le ferie..."

Il presidente dell'Aic parla della possibilità di riduzione degli stipendi: "I primi interessati alla sostenibilità del sistema calcio sono gli stessi calciatori".

Tagli degli stipendi, ripresa degli allenamenti e paura per i calciatori contagiati.

Damiano Tommasi, presidente dell’Aic, parla così al Corriere dello Sport: «Tornare ora ad allenarsi? Chi pensa di avvantaggiassi facendo allenare i suoi tesserati, non so cosa abbia in mente. Lo dico senza voler fare polemiche perché questo non è il momento delle polemiche.

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Allenarsi ora, due mesi prima della ripresa del campionato, però non ha senso. Ed è pure pericoloso». Lotito e altri non la pensano così: «In Spagna ci sono decine di giocatori positivi, mentre in Italia magari non tutti hanno fatto il test e ci sono più asintomatici di quelli che si pensa.

Lotito forse avrà buoni informatori e saprà quando davvero si ricomincerà il campionato».     POSITIVI. Ha sentito i calciatori contagiati e in quarantena? «Sì, sono in contatto diretto con loro e con i nostri consulenti medici.

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Ci stiamo ponendo il tema delle conseguenze che questo virus lascerà sui corpi dei contagiati e degli asintomatici. Non è una cosa da sottovalutare o da banalizzare una polmonite di questo tipo». TAGLI AGLI STIPENDI. Gravina ha detto che il taglio agli stipendi dei giocatori non è più un tabù.

Cosa risponde? «Che i primi interessati alla sostenibilità del sistema calcio sono gli stessi calciatori e tutte le persone che ci lavorano. Siamo consapevoli che questo sia un tema da affrontare, ma non adesso. Prima vanno quantificati i danni e questo procedimento è possibile solo quando sapremo se la stagione finirà o no.

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Il problema del taglio degli stipendi va posto a tempo debito».     DECIDONO I SINGOLI GIOCATORI. È vero che l'Aic non può imporre ai suoi associati di accettare i tagli? «Proprio così. Possiamo dare una linea, ma sulle rinunce decidono i singoli.

Noi troviamo un'intesa sull'accordo collettivo e sul minimo federale di 30.000 euro lordi all’anno che è molto usato in Lega Pro. Siamo d'accordo con la Lega di anticipare le ferie estive e di considerare questi giorni come vacanze per ridurre le ferie a luglio.

Su questo nessun problema. Sugli stipendi vedremo...».

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