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Terza sfida a una diretta concorrente per la Fiorentina. Per vincere col Torino sono vietati cali di concentrazione

Ancora qualche ora e la decima giornata di Serie A andrà in scena. Giunti ad un quarto del campionato, la Fiorentina affronta un altro esame di maturità particolarmente rilevante, contro un Torino diretta concorrente verso le zone nobili della classifica.

I granata, infatti, proprio come le già affrontate Atalanta e Sampdoria, è considerato un avversario con valori e obiettivi simili a quelli della nuova Fiorentina di Pioli.

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Con la Sampdoria, alla seconda di campionato, i gigliati erano ancora nella fase embrionale di costruzione della squadra e produssero un brutto primo tempo.

Da apprezzare, invece, la reazione di cuore ed orgoglio in un secondo tempo nel quale i viola avrebbero meritato il pareggio (la partita è finita 1-2). Quando al Franchi è arrivata l'Atalanta i viola erano decisamente più squadra e lo hanno dimostrato con un buon primo tempo, conclusosi in vantaggio grazie ad una splendida rete di Chiesa.

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Nella seconda frazione, tuttavia, i nerazzurri hanno messo sotto i viola dal punto di vista del gioco e sono riusciti ad acciuffare il pareggio a tempo quasi scaduto (tralasciamo sugli orrori di Pairetto e della cabina Var).

A un mese di distanza dalla sfida con i bergamaschi, la Fiorentina sembra aver fatto un altro passo avanti nel suo processo di maturazione.

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Gli interpreti sono più o meno gli stessi, qualcosa è cambiato tatticamente con l'adozione del centrocampo a tre; soprattutto, si ha l'impressione che la squadra stia pian piano assimilando i concetti di Pioli e, di conseguenza, che sia meno dipendente dalle giocate individuali.

Certo, i progressi visti nelle ultime due uscite arrivano contro avversari inferiori ai viola come Udinese e Benevento, squadre in lotta per non retrocedere.

Ecco perché la sfida al Franchi di stasera, ore 20.45, sarà particolarmente utile a misurare la febbre da Europa di questa Fiorentina.

Di fronte si troverà un Torino ferito dall'infortunio del suo miglior giocatore, Il Gallo Belotti. Ma sopratutto, per dirla con parole del suo allenatore, i viola troveranno un Torino incazzato perché non vince da più di un mese, cioè dal trionfo in trasferta proprio contro l'Udinese.

Segnali di una squadra in crisi? Può essere, ma non per questo deve essere sottovalutata. In attacco, pur senza Il Gallo, i granata possono vantare di un parco giocatori di tutta invidia, quali Iago Falque, Niang e l'ex viola Ljajic.

Il resto della squadra è ben assortito, e le motivazioni extra derivanti da un mese claudicante in termini di risultati possono essere molto pericolose.

Gli ex Ljajic e Mihajlovic da una parte, Benassi dall'altra. Il centrocampista gigliato ha una voglia matta di dimostrare al suo ex allenatore quanto si sia sbagliato sul suo conto.

Un Torino in difficoltà ed il recente spostamento nella sua posizione di campo ideale sono ottime occasioni per far ricredere Sinisa e la dirigenza torinese. Insieme all'ex capitano granata, scenderanno in campo gli stessi uomini che hanno regalato alla Fiorentina due vittorie consecutive; per il turn over ci sarà spazio a Crotone.

La squadra gigliata, rispetto alle prove contro Samp e Atalanta, è attesa a confermare i progressi in zona gol mostrati nelle ultime uscite ed a crescere nella precisione dei passaggi, come sottolineato da Pioli in sala stampa.

Inoltre, dovrà dimostrare di essere migliorata sul piano della tenuta mentale nell'arco dei novanta minuti. Difficile pensare di poter regalare un tempo anche al Torino e riuscire ugualmente a portare a casa i tre punti. Per ottenere continuità serve mentalità, oltre a quel pizzico di fortuna che non guasta mai, e che è mancata nei due precedenti scontri diretti.

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