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Terracciano, le mani sulla coppa: simbolo di meritocrazia sotto la gestione Italiano

Decisivo su Vanaken a Bruges, serviranno le sue parate anche ad Atene. E' sempre partito da secondo, ma si è preso il posto con il lavoro

La Coppa passerà anche dalle sue mani. Quelle di Pietro Terracciano, 34 anni già compiuti e riferimento tra i pali di una Fiorentina che sotto la gestione di Italiano ha sempre premiato il concetto di meritocrazia. Terracciano ne è il simbolo: disegnato negli anni come eterno secondo salvo poi ritrovarsi protagonista di una squadra che ha fatto del calcio offensivo e del baricentro alto i suoi punti di forza, scrive La Repubblica.

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DECISIVO. Da Dragowski a Christensen, passando per Gollini. Tramite costanza, lavoro e affidabilità, Terracciano si è sempre più ritagliato il suo spazio da titolare. Adesso inamovibile. Ad Atene, nella bolgia dell’Aek Arena, toccherà a lui sbarrare la porta a ogni tentativo degli avversari.

L’esperienza insegna e dopo quella beffa allo scadere contro il West Ham, un anno fa, niente sarà lasciato al caso. Neanche il più piccolo dei dettagli. Terracciano arriva alla finale di Conference forte di quella parata decisiva su Vanaken nella semifinale di ritorno a Bruges.

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Atene rappresenta anche il suo crocevia. La notte giusta per potersi consacrare e ribadire, ancora una volta, come niente sia impossibile a chi crede fortemente nei sogni e dedica tutto sé stesso al raggiungimento dei propri obiettivi.

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