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"Te amo Irina", quando Batigol (in Supercoppa) si prese Milano

Anche chi non c'era avrà rivisto quelle immagini decine di volte. E chi c'era non può certo dimenticare l'emozione di quella partita

Ai primi vagiti di un calcio che stava cambiando, l’urlo iniziale fu viola. Nell’agosto del 1996 si doveva ancora giocare la prima giornata di campionato e Bosman era il nome più gettonato tra i calciatori. Non esisteva più alcun vincolo che li potesse legare con la società in cui giocavano, oltre alla durata del contratto.

Scrive il Corriere Fiorentino. A cuscinetto tra queste rivoluzioni copernicane, c’era la Supercoppa italiana, allora molto più importante di oggi, un rito calcisticamente giovane, ma già affascinante. La vincitrice del campionato contro chi aveva conquistato la Coppa Italia, come accadeva da sempre in Inghilterra, solo che in Italia avveniva solo dal 1990 e tutte le volte avevano vinto i Campioni d’Italia.

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Milan-Fiorentina a San Siro (se qualcuno avesse pensato a Riad come palcoscenico, sarebbe arrivata l’ambulanza a portare via di peso il folle...), pronostico a senso unico a favore dei rossoneri, anche se quella Fiorentina, oltre a trionfare a Bergamo in Coppa, era arrivata terza.

Però si trattava del Milan, con la difesa che era una specie di Democrazia Cristiana calcistica degli Anni 90: Rossi, Tassotti, Maldini, Baresi e Costacurta, come la Balena Bianca dal 1948 a Tangentopoli, e quando mai avrebbero lasciato il potere?

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Immarcescibili e dunque destinati a vincere sempre. O meglio, quasi sempre, perché in quella frizzante serata di fine agosto Batistuta si travestì da Di Pietro e svelò la realtà. Il Milan era invecchiato e l’immagine che fotografa tutto è quella del dodicesimo del primo tempo.

Palla filtrante di Cois per il 27enne Batigol che ha davanti sua maestà Baresi, il capitano rossonero viene saltato in corsa neanche fosse un birillo e il resto è il missile scaraventato in rete. Splendido, ma forse un po’ troppo presto per fare l’impresa.

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E infatti quel gran giocatore che è stato Savicevic pareggia neanche dieci minuti dopo. Si va avanti giocando ad armi pari, fino a sette minuti dalla fine. Fallo al limite dell’area del Milan, sulla sinistra, posizione perfetta per chi calcia di destro.

Traiettoria perfetta, palla dentro e vai con «Te amo Irina», qualcosa che si è impresso nella memoria più della rete, comunque meravigliosa. Su quell’urlo sono fiorite leggende metropolitane: Gabriel doveva farsi perdonare qualcosa?

Nel dubbio, la Fiorentina vince per la prima volta la Supercoppa ed entra nella stor ia.


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