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Tardelli: “Aic deve cambiare le cose. Il sistema calcio, così, non è sostenibile”

Tardelli, candidato alla presidenza dell’AIC: “Avevo sperato che il lockdown fosse un’occasione per per cambiare finalmente il calcio. L’abbiamo persa. Ma lo sanno tutti che il sistema non è più sostenibile”

Parla così l’ex calciatore e tecnico Marco Tardelli, futuro candidato alla presidenza del sindacato calciatori, alla Gazzetta Dello Sport: POST LOCKDOWN. “L’Italia del calcio se l’è cavata bene. È ripartita ed è pronta a farlo ancora a settembre.

I calciatori sono stati i veri vincitori: coraggiosi, responsabili, hanno rischiato molto giocando ogni tre giorni, Ma non basta. Non è la A il problema, è il calcio minore. La Serie C. Con un paio di squadre, Siena e Sicula Leonzio, che non possono iscriversi.

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Con stipendi arretrati ancora da pagare. Con la regolarità dei campionati a rischio. Con altre situazioni che scoppieranno come sempre durante l’anno. Avevo sperato che il lockdown fosse un’occasione per le riforme indispensabili, per cambiare finalmente il calcio.

L’abbiamo persa. Ma lo sanno tutti che il sistema non è più sostenibile. Tutti sanno tutto, ma da anni non si agisce. Solo che non può andare avanti così, tra aiuti federali e dello Stato. Fino a quando?”. PROPOSTE AIC. Cancellazione graduale del vincolo.

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Professionismo femminile. Tutela del calcio dilettantistico. Valorizzazione dei giovani. Ora l’Aic può e deve mettersi in moto. AIC deve essere determinante nel sistema. Deve trovare la forza in sé stessa, non cercare alleanze per avere potere.

Tutelare i calciatori. Aiutare a smentire la credenza che siano tutti ricchi e viziati. Deve sostenere tutti, fino all’ultimo ragazzo di terza categoria. E aiutare per il dopo carriera dei meno fortunati, quando tutto è più difficile.

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Quello che c’è ora non è sufficiente. I calciatori devono essere al centro. Giocare alle 21.45 è stata una pura follia. Ma c’erano le tv…”

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