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Svegliarsi da un brutto incubo. Ora è tempo di sognare un futuro migliore

La Fiorentina è finalmente salva. Ma le preoccupazioni (e qualche timida speranza) per il futuro restano

Al fischio finale di Fiorentina-Genoa, partita conclusasi con un mesto pari a reti bianche che rievoca vecchi fantasmi, è come se Paolo Vanoli e i giocatori della Fiorentina si fossero risvegliati da un lungo, brutto incubo. La loro sveglia però è stata una sonora bordata di fischi da parte di tutto il Franchi, e di cori molto eloquenti da parte della Fiesole.

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PICCOLA IMPRESA. Nessun carosello, nessun mazzo di fiori: tutto prevedibile, del resto. La reazione del popolo viola è apparsa a metà tra un sospiro di sollievo e uno sbuffo di sgomento, che tradisce l’impazienza di un tifo che ha ingoiato troppe pillole amare in questa stagione e nelle precedenti. Per citare Rimbaud, la saison en enfer a tinte viola si chiude proprio come si chiuse il capitolo Della Valle a Firenze: il destino ha voluto di nuovo che fosse il Grifone a non calpestare il Giglio, con uno 0-0 che racconta molto della pochezza di un 2025/26 da archiviare al più presto possibile. «Ci siamo tolti un peso dal cuore», dice Pongracic in conferenza stampa, a cui fa eco il corrispettivo di sponda genoana Ostigaard, che ha giustamente definito il match di ieri come «difficile… e brutto». Nessuna festa, anche se va dato il merito a Vanoli di aver centrato l’obiettivo salvezza: in quanti avrebbero pensato a Novembre scorso che ce l’avremmo fatta? Guai a parlare di miracolo, ma è impossibile negare che i gigliati (media punti bassa o meno) abbiano compiuto una piccola impresa.

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IL BUON CAPITANO. E ora? Se il passato recente è stato troppo brutto per essere ricordato, è giusto proiettarsi all’immediato futuro. I cuori, le speranze e gli occhi di tutta una piazza guardano già all’estate, e poco importa se la Fiorentina dovrà affrontare altri due ostacoli prima della fine ufficiale del campionato di Serie A, pur essendo due squadre contro le quali Vanoli e suoi dovrebbero provare ad alzare il livello del loro gioco e mostrare quel carattere pugnace e quella determinazione che li hanno tolti dalle sabbie mobili della retrocessione. Atalanta e Juve sono due rivali (più o meno) storiche della Fiorentina, ma difficile pensare che una vittoria contro una di queste due squadre nobiliti l’annata, o possa rialzare le quotazioni di Vanoli per il futuro in panchina. L’impressione è che il tecnico gigliato si senta già soddisfatto del percorso svolto fin qui, e che da buon capitano sia riuscito a portare la nave in porto senza troppi danni collaterali.

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ESTATE DI FUOCO. C’è chi dice Grosso, e c’è chi è pronto a scommettere addirittura su De Rossi, le cui dichiarazioni di ieri in conferenza stampa sono state piuttosto elusive riguardo il suo futuro lontano da Genova. L’importante è che qualsiasi scelta venga fatta, che sia compiuta con un criterio logico, e con la consapevolezza di poter far meglio. Commisso jr., che ha ricordato il padre, ha dato il suo voto, la sua parola, di "costruire un grande futuro per la Fiorentina”. A Firenze siamo ben allenati e sappiamo ormai che le parole da sole non bastano. Con le sirene che si stanno improvvisamente accendendo attorno al nome di Paratici, un clima di attesa e nervosismo brulicante a Firenze, e i destini di molti, troppi giocatori sotto contratto da decidere in poco tempo, si prospetterà un’estate di fuoco al Viola Park.

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