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De Rossi: «In passato contatto serrato con Pradè e Barone. Ma ora non ho sentito nessuno»

Le parole dell'allenatore del Genoa dopo il pareggio contro la Fiorentina al Franchi: «Sto bene al Genoa, ma non posso promettere niente ora»

Parla così Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, in conferenza stampa al Franchi dopo lo 0-0 con la Fiorentina: «L'attacco si è mosso bene, hanno lottato, sono andati senza palla. Non sono stati serviti benissimo, anche le occasioni avute sono arrivate su giocate sporche. Abbiamo giocato molto meglio nelle ultime gare. Ma il campo era sporco, la palla andava piano. Abbiamo avuto 3-4 occasioni per poterla sbloccare, ma è stata una partita seria. Non è facile quando sei salvo da 20 giorni, un mese sostanzialmente. Tutti mantengono serietà, attaccamento alla professione e al Genoa. Abbiamo fatto molto bene per 50 minuti a Bergamo e una partita seria qui».

PROSSIMA GARA NON ANCORA PROGRAMMATA. «Non sa nessuno quando si gioca la prossima partita, siamo tutti sulla stessa barca. È meglio che vengano rispettate le contemporaneità, il retropensiero è dietro l'angolo. Io lascio sempre 2 giorni liberi da un mese a questa parte, i ragazzi hanno tirato la carretta tutta la stagione. Qualcuno l'ho risparmiato oggi, altri erano con i crampi. Non avremo problemi a preparare la partita».

VOCI SULLA FIORENTINA. «In passato c'è stato, tanti anni fa, quando non avevo neanche il patentino, un contatto abbastanza serrato con Pradè e Barone. Poi hanno deciso di continuare con Iachini che fece bene. Ma le voci non le commento. Due settimane fa era la Roma perché aveva perso due partite. Le voci non le commento, ho grande rispetto per la Fiorentina. Non ho mai sentito nessuno, non sono mai stato contattato da nessuno».

FUTURO. «Se non avessi intenzione di rimanere non parlerei nemmeno con il presidente e con i dirigenti. Sto bene qui, l'ho detto mille volte. Ma non mi va di dire una cosa che non può dire nessuno tra gli allenatori, a parte chi ha vinto lo Scudetto. Se dici "Si rimango", poi magari arrivano situazioni o l'offerta non puoi rifiutare. Ora nessuno può garantire niente. Io ho detto tante volte che sto bene al Genoa, non ho fretta di andare via, non fremo per scappare. Le ultime chiacchierate con il presidente va nella direzione di fare qualcosa di bello qui al Genoa. Poi il calcio cambia sempre, non è giusto fare promesse. Io ho promesso solo una volta, che sarei rimasto a vita alla Roma. Perché sentivo di non poter andare altrove. Se mi chiedi se sto bene, dico di sì. Mi piace stare qui. Ho l'ambizione di portare il Genoa in Europa. Ma non si possono fare promesse ora, non può farlo nessuno, né Vanoli, Italiano, Allegri o altri».

DIFFICOLTA' VIOLA. «Non è corretto andare a giudicare cose che non mi competono. L'esempio è la Roma del 2004, squadra forte che si è impelagata in zona retrocessione. Forse perdemmo 9-10 partite di seguito, dopo una buona partenza. Ci siamo salvati alla penultima a Bergamo. Ci sono squadre che possono far fatica a trovarsi lì, in zone più paludose. Per me Vanoli ha fatto un lavoro incredibile, in un ambiente demotivato, giocando di giovedì una volta qui, un'altra di là. Ha fatto un ottimo lavoro, non era facile. Tutti avevamo detto che si sarebbe salvata, perché aveva valori, ma non era facile».

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