Serve tempo con 18 giocatori nuovi, ma la strada è (finalmente) quella giusta. Stadio: giorni 'caldi' per Commisso
Montella sta iniziando a lavorare con la squadra al completo, e la Fiorentina prende forma. Fuori dal campo Rocco vuole avere le idee più chiare sulle infrastrutture.
Solo oggi (martedì 17 settembre) Vincenzo Montella farà un vero allenamento con tutta la squadra a disposizione. E questo fa capire quanto possa e necessariamente debba essere mediamente lungo il processo di costruzione della nuova Fiorentina.
Venerdì scorso, prima della sfida contro la Juve, la rifinitura con il gruppo al completo ma con la sessione completamente dedicata ai bianconeri. Domenica lo scarico con poche possibilità di prove sul campo, rimandate all'inizio della settimana.
Ecco che così può incominciare adesso il lavoro di amalgama della larga rosa a disposizione. Sempre difficile chiedere tempo in un calcio che corre veloce, ma in questo caso un po' di pazienza è inevitabile. OTTIMISMO. Certo, Montella può finalmente lavorare con pizzico di ottimismo in più.
Il pareggio contro la Juve, che sa tanto di vittoria per come è stata messa sotto la squadra più forte d'Italia, ha dato morale e convinzione a tutto l'ambiente. L'entusiasmo per l'arrivo di Commisso e della nuova proprietà, del resto, era stato poco alimentato dal campo.
Fino a sabato pomeriggio. Quando al Franchi è scesa una squadra determinata e ricca di idee positive, non timorosa dell'avversario ed anzi capace di metter sotto i bianconeri che alla fine perdevano tempo per non rischiare di uscire sconfitti. Mentalità e identità che pian piano si stanno formando, ma è solo il primo passo.
Squadra giovane ma ben costruita, con i giusti pilastri che con esperienza e personalità possono (e devono) fare da esempio ai talentini di belle speranze. VECCHI E GIOVANI. Castrovilli e Ribery sono gli esempi perfetti del mix viola.
Il primo ha fatto uno step per molti inaspettato, ora (dopo essere anche stato accostato ad Antognoni da Montella) è chiamato a confermare quanto di buonissimo ha fatto vedere. Si è preso senza tanto timore il posto di Benassi, e contro la Juve ha giocato con personalità e sfrontatezza davanti a veri 'mostri' del centrocampo.
Il francese è stato encomiabile dall'inizio alla fine per cuore e atteggiamento, e la rincorsa su Ronaldo dopo un errore sulla trequarti è la fotografia perfetta di quanto sta trasmettendo l'ex Bayern al gruppo viola. Sul piano tecnico, beh, poco da scoprire: 2-3 invenzioni da applausi in attesa della miglior condizione.
Punto di riferimento insieme a Boateng, Badelj, ma anche Pezzella e Caceres per i tanti giovani che vogliono crescere. Castrovilli e non solo, anche Sottil, Vlahovic, Ranieri e gli altri sono pronti a prendersi presto le copertine.
Montella è chiamato a gestire bene anche la crescita dei vari ragazzi. TATTICA. Sul piano tattico, poi, poco da aggiungere: l'Aeroplanino, che pure era stato criticato e non poco negli ultimi mesi, ha imbrigliato la squadra di Sarri.
Sempre in superiorità numerica, i viola, in ogni zona del campo. Una difesa a 3 che dà maggiore equilibrio, per un 3-5-2 (o 3-4-1-2 visto il ruolo spesso da trequartista di Castrovilli) che ha dato solidità, palleggio e rapidità alla Fiorentina.
Contro l'Atalanta sarà possibile rivedere una Fiorentina simile, considerata la fisicità e la corsa della squadra di Gasperini. Come inserire, però, una punta 'vera' nello scacchiere senza perdere equilibrio? Questo lo step che deve studiare Montella, specie per partite con avversarie che si chiuderanno di più.
Senz'altro, però, la difesa a tre potrà essere ripetuta e rappresentare una base per questa Fiorentina: tanti difensori in grado di interpretare bene questo tipo di reparto (Milenkovic, Pezzella, Caceres, ma anche Ranieri e Ceccherini, al di là dell'errore di sabato), due terzini (Lirola e Dalbert) decisamente più bravi ad attaccare che a difendere, oltre al fatto che Badelj e Pulgar possono coesistere meglio in un centrocampo come quello visto sabato.
Montella ci lavorerà, anche se restano tante soluzioni possibili vista la duttilità di tanti interpreti. Ma lo spirito è quello giusto. Aspettando però anche la prima vittoria per muovere la classifica. STADIO. Fuori dal campo sono invece giorni caldi sul fronte stadio.
E centro sportivo giovanile. Ultime due giornate fiorentine per Commisso, che ha fissato per mercoledì il volo per gli Stati Uniti. Incontri istituzionali, colloqui, relazioni. Politici, architetti e non solo, il presidente viola corre veloce e vuole capire pro e contro di ogni eventualità.
Due le ipotesi oggi sul tavolo, anche dopo i confronti degli ultimi giorni: restyling del Franchi e nuovo stadio in area Mercafir, accanto al mercato ortofrutticolo (senza quindi lo spostamento di quest'ultimo all'Osmannoro, riprendendo il progetto del 2013).
La volontà principale è quella di restare a Firenze, mentre sembrano lontane le ipotesi di uscire dal Comune (ad esempio Campi, dove potrebbe e dovrebbe nascere il centro sportivo giovanile). Tempi, costi e fattibilità, Rocco vuole valutare tutto attentamente per prendere presto una decisione definitiva.
È rimasto amareggiato, come lui stesso ha dichiarato, perché si aspettava che la burocrazia non fosse così imbrigliante per un imprenditore pronto a investire soldi per la città. Ma continuerà a lavorare per trovare la soluzione.
Attesi incontri importanti, anche con il Soprintendente Pessina (soprattutto per avere risposte definitive sul fronte Franchi) e forse con il ministro Franceschini. Rocco vuole andare veloce. E tornare negli States con le idee più chiare.


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