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Sempre il solito copione. Le riprove a Udine. In caso di altro flop...ci sarà da soffrire, ancora e ancora

Un film già visto. La Fiorentina passeggia all’andata, si butta via e soffre al ritorno, ma in qualche modo va avanti

Tutto ciò che la Fiorentina doveva evitare si è puntualmente verificato. Dalla gestione delle energie alla mentalità nell’affrontare una gara di ritorno dopo uno 0-3 ottenuto in trasferta all’andata, passando per dare ulteriori segnali di crescita al non dover rischiare di perdere alcuni elementi fondamentali per la lotta salvezza. Niente da fare, su nessun fronte. Resta di positivo solamente il passaggio del turno in Conference, aspetto sul quale, comunque, ci sarebbe di che discutere. 

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C’è poco da fare, resta abissale la differenza tra i titolari e coloro che non lo sono. E’ sempre stato così nei quattro anni in cui la Fiorentina ha disputato questa competizione. La differenza sta nel fatto che quest’anno, a differenza dei precedenti, la squadra viola è ancora alla disperata ricerca di una salvezza che è tutt’altro che scontata, che questa rosa è stata pensata e costruita male, che a gennaio sono state messe delle toppe laddove i danni erano già stati fatti e che, quando entri in un tunnel di negatività, non è per tutti rialzarsi e riuscire a reagire.

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E’ bastato un Pululu qualunque per evidenziare tutte le fragilità di una difesa che non è mai riuscita ad arginare un attaccante da Conference, che in carriera ha segnato solamente in questa competizione e nel campionato polacco dopo aver fatto al massimo 4 reti nella Serie A svizzera in carriera. L’involuzione di Comuzzo è costante e sempre più preoccupante. Dodo continua a fare delle prestazioni indecenti, Fortini idem. Dal suo arrivo non si ricorda una prestazione almeno sufficiente di Fabbian, non c’è un alter ego di Fagioli, mentre Harrison ha fatto giusto qualcosina ina ina. Ndour è un Richardson che almeno recupera qualche pallone, Fazzini non è mai riuscito ad ingranare e…via discorrendo. Inutile stare ad infierire, almeno adesso. Quanto visto col Jagiellonia è più o meno lo stesso che si era visto in gare di mesi fa. Questo è ciò che preoccupa maggiormente, cioè il fatto che quella crescita oggettiva che c’era stata nelle ultime settimane sia stata solamente casuale ed estemporanea. Le riprove a Udine lunedì.

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Se dovesse arrivare un’altra prestazione come quella col Jagiellonia, allora sì che sarebbero guai. Vorrebbe dire che ci sarà da soffrire, ancora e ancora. 


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