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Riserve viola bocciate, peccato non aver visto qualche Primavera. Da Moena Pioli dovrà osare di più

Tempo di bilanci (e non solo economici) per la Fiorentina, come accade ogni anno al termine del campionato. Chiesa e compagni hanno chiuso all'ottavo posto, stessa posizione occupata la scorsa stagione, ben diversa dai tempi in cui i viola stazionavano stabilmente quattro posizioni più in alto.

Tuttavia, sebbene non esaltante in termini di risultati, un nuovo ciclo è iniziato e da oggi Corvino dovrà decidere, anche in base alle indicazioni di Pioli, su quali giocatori puntare per il proseguo di questo ciclo e quali, invece, lasciar partire.

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Vista la grande chance concessa loro, a San Siro si sperava che tirassero fuori una partita epica, come i giocatori di football di un famoso film con Keanu Reeves.

Invece, le riserve della Fiorentina hanno deluso e non poco. Non che ci volesse la palla di cristallo per prevederlo: l'allergia di Pioli a cambiare rispetto ai suoi titolari era frutto della consapevolezza di una forbice qualitativa notevole tra i "suoi" undici ed il resto della rosa.

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Avendoli osservati con il Milan, non si può che concordare con l'opinione dell'ex allenatore di Lazio e Inter.

Tuttavia, una cosa la si può imputare al tecnico gigliato: è un dispiacere non aver concesso nemmeno una chance a qualche ragazzo promettente della Primavera.

A Milano (o anche prima) avrebbero fatto peggio dei vari Cristoforo, Gasper, Maxi Olivera e Dragowski? Forse. Eppure, anche se il risultato fosse stato negativo, il vantaggio di schierare giocatori con prospettive di crescita avrebbe attenuato le critiche della tifoseria viola.

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Sta di fatto che i vari Cerofolini, Hristov, Sottil, Gori e Meli, giusto per nominare i giocatori più interessanti a disposizione di mister Bigica, oltre ai rientranti VenutiCastrovilli e ai neo arrivati Vlahovic e Graiciar (con Lo Faso come incognita), avranno una grande chance a Moena, quando Pioli li convocherà per sondare il loro livello.

L'auspicio è che il mister sia più intraprendente con questi ragazzi rispetto alla sua prima stagione a Firenze. Soprattutto per una società votata all'autofinanziamento e con un monte ingaggi contenuto, costruirsi in casa i propri gioielli può essere la formula migliore per togliersi soddisfazioni.

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