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Repubblica - La redenzione viola: una polveriera a Reggio Emilia, oggi può blindare la salvezza

All'andata con il Sassuolo successe di tutto. Oggi serve il riscatto. E che sfida tra i due allenatori

Il girone di ritorno della Fiorentina, oltre a essere stato caratterizzato da una media punti alta, utile a raggiungere la zona tranquillità con qualche giornata di anticipo rispetto alla fine della stagione, è stato anche un percorso catartico. Di purificazione rispetto agli scivoloni dell’andata e di conversione rispetto a risultati e prestazioni deprimenti, scrive La Repubblica. 

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LA DISFATTA DI REGGIO EMILIA. E così se la vittoria di Verona è servita per sanare quello scivolone di dicembre che aveva portato i viola all’ultimo posto in classifica distante 8 punti dalla salvezza, il pareggio di Lecce ha compensato la sconfitta di novembre, antipasto alle dimissioni di Pradé e all’esonero di Pioli — oltre che all’infortunio di Kean la partita di oggi contro il Sassuolo può cancellare la brutta battuta d’arresto dell’andata, a dicembre. Una partita in cui la Fiorentina perse punti pesanti e anche la faccia, prima con la lite in occasione del rigore tra Mandragora e Kean — proseguita all’intervallo — poi nel post partita infuocato con l’annuncio dell’allora ds Goretti di «scelte drastiche» in ogni ambito della società. Una frase che anticipò di poco la visita di Goretti e Ferrari a Londra per convincere Paratici a diventare capo dell’area tecnica viola. 

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SFIDA IN PANCHINA. Vincere con il Sassuolo oggi avrebbe una duplice veste: avvicinarsi aritmeticamente alla salvezza e cancellare quel sabato emiliano in cui tutto sembrava cupo e foriero di una stagione drammatica. Vanoli è intenzionato a chiudere il cerchio e non vuol lasciare nulla al caso in questo finale di stagione: userà le ultime cinque partite per giocarsi anche le poche, ma ancora residue, chance di conferma per l’anno prossimo. Oggi sfida diretta contro un altro candidato del casting di Paratici alla panchina della Fiorentina, quel Fabio Grosso che il direttore sportivo conosce dai tempi della Juventus e che ad oggi è il profilo italiano più indicato proprio alla successione di Vanoli, anche con il benestare del presidente Commisso, da sempre vicino, come il padre Rocco, agli ex calciatori della Nazionale diventati allenatori. Due allenatori apparentemente agli antipodi in tutto, come modo di interpretare le partite — più equilibrato Vanoli, più spregiudicato Grosso — come presenza in panchina — più pacato Grosso, più agitato Vanoli — come modo di comunicare.

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