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Repubblica - Impresa sfiorata ma beffa finale. Kean, più scarpe cambiate che palloni toccati

Troppa leggerezza per la Fiorentina nel recupero, i tre punti servivano come il pane all'Olimpico

Ci sono pareggi che sanno di vittoria e altri che sanno di sconfitta, di beffa, per come maturano e per l’amarezza che ti lasciano dietro. Quello di Roma, 2-2, contro la Lazio entra di diritto nella seconda sfera. La Fiorentina muove la sua classifica, sale a due punti dalla zona salvezza, in attesa della partita del Genoa di stasera a Milano, ma manca per qualche minuto la seconda vittoria consecutiva e un blitz che avrebbe veramente alzato la fiammella della speranza. Così scrive La Repubblica.

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REAZIONE E SCIVOLATE. Un gol, quel lo di Pedro, incassato nel recupero dopo aver segnato il 2-1 con Gudmundsson qualche minuto prima che grida vendetta, per la leggerezza della gestione di un momento topico della partita, ma che non cancella comunque un bicchiere parzialmente mezzo pieno. Fatto di una buona reazione allo svantaggio, dei gol di Gosens e Gudmundsson, calciato ritrovati insieme alle giocate di Fagioli e alle parate di De Gea. Certo, nella notte dell’Olimpico la Fiorentina non trova sponda dai suoi centravanti con Piccoli lanciato dal primo minuto decisamente impalpabile e inconcludente e Kean, entrato nella ripresa, mai realmente pericoloso, con tante scivolate e più scarpe cambiate che palloni toccati.

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