Vai al contenuto
×

Fagioli si è preso la Fiorentina: talento e (finalmente) personalità. Ma Cataldi è un rimpianto

Ormai non è più un caso: l'ennesima prova da leader tecnico certifica la svolta di Fagioli. Ma quanto sarebbe servito Cataldi 

Un'altra serata da leader tecnico. Da trascinatore, da conduttore del gioco. Testa alta e, finalmente, personalità. Velocità di pensiero e di esecuzione. Nicolò Fagioli si è preso la Fiorentina. Talento mai in discussione, ma negli scorsi mesi offuscato dall'incapacità, più mentale che d'altro, di mettere in campo tutta quella qualità che tutti gli hanno sempre riconosciuto. Finito il dualismo con Nicolussi Caviglia, però, l'ex Juve ha definitivamente svoltato. E l'assist a Gosens all'Olimpico certifica la nuova vita di Nico.

sponsored

CHE GIOCATE. Doveva essere la sua stagione. Riscatto da 13,5 milioni di euro, dopo i 2,5 milioni per il prestito oneroso. Ci ha messo diverse partite, ma dal Verona è iniziata una nuova storia. La pesante sconfitta casalinga contro l'Hellas aveva offuscato i giudizi, ma al di là di quei 4-5 lanci illuminanti per Kean (che aveva sprecato a più riprese) c'era stata una prestazione importante a tutti gli effetti. Poi i due assist e la prova maiuscola contro l'Udinese, e dopo Parma (comunque tra i meno negativi) ecco un'altra prestazione da trascinatore contro la Cremonese. Fino a ieri sera all'Olimpico. La palla che ha servito a Gosens è da stropicciarsi gli occhi. Così come la preparazione, con la finta a mandare al bar due avversari. Giocate da chi vede e sente calcio. 

sponsored

CORSA, RECUPERI E PERCENTUALE DA TOP. Ma non solo. Contro la Lazio è stato il giocatore viola a correre di più con 11,8 km percorsi, ben 72 palloni giocati con addirittura il 93% di passaggi a buon fine. Ventidue i passaggi in avanti, a referto anche 8 recuperi difensivi (il migliore in campo) e quelle due respinte fondamentali sulla linea di porta. Una prova a tutto tondo, insomma, da 7,5 in pagella. «Non è cambiato tanto in me. Il mister mi sta dando tante indicazioni, anche il suo staffha detto ieri Fagioli post gara -. Mi fanno vedere molti video durante la settimana per studiare la partita ed essere posizionato bene in campo, poi ovviamente ci devo mettere del mio». «Sono contento, perché da quando sono arrivato il ragazzo sta facendo prestazioni veramente importanti ha commentato Vanoli -. Le qualità tecniche si conoscevano anche prima, ma l'elogio va fatto per la continuità di prestazioni. Anche sotto l'aspetto della personalità, ha preso per mano questa squadra. Tutti pensavano che non potesse fare il play, invece lo sta facendo bene. Ha margini di miglioramento, deve essere un ragazzo ambizioso che deve guardare anche alla Nazionale». 

sponsored

RIMPIANTO. Fagioli ha sfidato in mezzo al campo Cataldi. Un altro dei migliori in campo per la totalità della prestazione, arricchita da un gran gol in combinazione con Vecino. Ecco, Cataldi rappresenta a tutti gli effetti un rimpianto per la Fiorentina. Per quello che ha rappresentato lo scorso anno (anche quando era a mezzo servizio), per l'esperienza, la leadership e la qualità, per quello che (non) hanno dato coloro che lo hanno sostituito quest'anno (da Nicolussi Caviglia a Sohm, fino a Ndour). Cataldi avrebbe potuto giocare (come ha fatto lo scorso anno) insieme a Fagioli. Il suo addio, nel considerare questa rosa molto simile a quella dello scorso anno, è stato sottovalutato da molti. Ma il centrocampista laziale era imprescindibile per gli equilibri della Fiorentina. Da Palladino a Pioli, è stato però deciso di non riscattarlo per 4 milioni di euro. Anche perchè lui è tornato volentieri da protagonista alla Lazio, con Sarri. Ma da queste parti sarebbe servito, eccome. Ieri l'ennesima dimostrazione.


Lascia un commento