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Repubblica – Il ko d'andata, quel rigore e il senso di rivincita sul Milan. Allegri voleva Kean in estate

Tanti contenuti in Fiorentina-Milan. Fagioli davanti a Modric, sfida a suon di musica tra Moise e Leao. E quelle frasi di Allegri...

Niente sfida fra cervelli. Almeno non da subito. Perché Fagioli guiderà la manovra viola ma il genio avversario, Modric, non è al top ed andrà soltanto in panchina. La mente rossonera deve forzatamente dare un’occhiata anche alla carta d’identità e quarant’anni compiuti da qualche mese consigliano di non esagerare. L’assenza del croato è argomento importante ma Fiorentina-Milan è molto altro. L’occasione viola ad esempio di trovare per la prima volta tre risultati utili consecutivi in campionato, scrive La Repubblica.

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RIVINCITA. Un “filottino” diciamo, niente di clamoroso, ma comunque un piccolo segnale verso la parola aggiunta con il gessetto sulla lavagna dello spogliatoio da Vanoli: continuità. Serve anche dare una bella strofinata al girone d’andata chiusosi con il pareggio di Roma con Lazio, iniziando contro il Milan il ritorno che deve assolutamente rappresentare un campionato diverso. C'è anche un senso di rivincita. Nell’andata a San Siro la Fiorentina perse dopo essere passata in vantaggio a causa di un rigore, discusso e discutibile, per un leggero tocco con la mano di Parisi sul collo dell’attaccante Gimenez (oggi out per infortunio) caduto a terra toccandosi il volto. Contatto ravvisato dal Var che scatenò l’ira dell’allora ds Pradè.

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QUELLE PAROLE DI ALLEGRI. La seconda rivalsa, meno importante, riguarda l’extra campo: prima dell’inizio del campionato Allegri non nominò la Fiorentina tra le candidate ad un posto Champions con Pioli che se la segnò. La storia ha raccontato quanto il tecnico del Milan avesse ragione e ieri lo stesso Allegri ci è tornato sopra: «Io la Fiorentina in estate me la scordai proprio, poi mi corressi. In generale mi dispiace sia andata così per Pioli, che resta un grande allenatore». Sullo stile niente da dire.

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A SUON DI MUSICA. In campo poi tanti incroci, su tutti quello fra i due giocatori probabilmente più importanti delle rispettive squadre che fuori dal campo sono molto amici. Kean da una parte, pronto a riprendersi una maglia da titolare dopo un pe riodo tribolato ed autore del gol dell’ultima vittoria viola con la Cremonese, e Leao dall’altra. Il portoghese con una doppietta decise la gara d’andata uscendo da una lunga astinenza di gol a San Siro. Lo stesso Leao però potrebbe anche partire dalla panchina. La stima di Allegi nei confronti di Kean, che ha allenato già alla Juventus, non è un mistero. E se fosse dipeso da lui e non da un club che 52 milioni sull’unghia (cifra valida l’estate scorsa per pagare la clausola di Moise) non sapeva proprio come tirarli fuori, avrebbe puntato dritto sul centravanti viola in sede di mercato.


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