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Rabbia Fiesole: la Curva alza i toni. Ora Commisso deve dare risposte

Sostegno praticamente incondizionato finché c'è stato qualcosa da giocarsi sul campo. Poi la presa di posizione dura della Curva Fiesole che ha lanciato il suo messaggio

Il tempo di provare a smaltire l’ennesima delusione e la voglia di mettere un punto. Deciso e significativo. La Curva Fiesole si è presa qualche ora anche se le idee erano già chiare al fischio finale della partita contro l’Olympiacos.

Ieri gli ultras hanno diramato un comunicato che non lascia spazio ad interpretazioni. Scrive La Nazione. «I conti si fanno alla fine e la fine è arrivata». Comincia così una presa di posizione destinata a tutta la Fiorentina.

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Dal Presidente all’ultimo dei calciatori, in tanti ritenuti non all’altezza della situazione nella finale di Atene. Mai citato Vincenzo Italiano, al passo d’addio dopo il recupero di domani (ore 18) con l’Atalanta. «Avevamo promesso sostegno incondizionato fino alla fine della stagione - scrive la Fiesole -, spinti dalla speranza e dalla voglia di coronare un sogno tutti insieme.

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Certamente da parte nostra questo non è mai mancato. Sostegno che purtroppo non è stato ripagato, in primo luogo dalla società Fiorentina, che nel mercato di gennaio, non ha avuto né la voglia né il coraggio di andare a migliorare una squadra inaspettatamente quarta in classifica e in corsa su tre competizioni, e questo di certo non lo abbiamo dimenticato».

Riferimento chiaro ai mancati acquisti invernali, con l’illusione Gudmundsson durata fino all’ultimo giorno salvo poi svanire come una bolla di sapone. Niente piano B per l’esterno. Gli arrivi di Faraoni (quando ormai Dodo era ristabilito) e Belotti non sono bastati per alzare il livello di una squadra che aveva bisogno di ben altro per reggere il peso dei tanti impegni e il ritmo incalzante delle avversarie.

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Colpevoli anche i calciatori. «In secondo luogo dalla squadra, ed in particolare da alcuni giocatori che con un atteggiamento indegno sono complici del fallimento di Atene, dimostrando di essere uomini senza palle e senza alcun rispetto per una città e per il suo popolo.

Siamo convinti che la sconfitta sia frutto di una pessima gestione sportiva e una assenza di programmazione che va avanti da anni. Ora la pazienza è finita».

Poi la ‘Fiesole’ ha chiesto l’intervento diretto di Rocco Commisso

«È arrivato il momento delle risposte, e pretendiamo che la presidenza chiarisca velocemente quali siano i reali obiettivi sportivi della società Fiorentina, perché Firenze non festeggia per degli ottavi posti, e soprattutto non gioisce per la coppa del fair play finanziario!

Presidente Commisso, il primo che ci deve dare delle risposte è lei, siamo arrivati ad un bivio: non esistono più vie di mezzo. É il momento di investire seriamente affidandosi a dirigenti competenti per dar vita ad un progetto sportivo serio e all’altezza di questa città.

Firenze merita di più». Altra frecciata dritta al cuore della società, che per quanto si è capito nelle ultime ore risponderà in una conferenza stampa all’inizio della prossima settimana (probabilmente nella giornata di martedì).

Al di là di voci social incontrollate che ieri volevano il club ad un passo dalla vendita, resta da sottolineare il silenzio mediatico dei canali ufficiali della Fiorentina e dei singoli calciatori. La notte di Atene ha lasciato il segno.

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