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Proviamo ad andare avanti, per Davide. Firenze lavora per regalargli un Franchi indimenticabile

Proviamoci. Lo dobbiamo principalmente a Davide. Andare avanti non sarà semplice, ma a questo punto è indispensabile. Partiamo da qualche dato di fatto, ormai non resta che aggrapparsi a quelli. La reazione della squadra è stata chiara: il voler giocare ad ogni costo contro il Benevento.

Partita che gli ospiti avrebbero tranquillamente accettato di rimandare, ma il gruppo squadra non ha voluto. Andare in campo, giocare per il Capitano, renderlo orgoglioso. Una reazione d’istinto, di nervi più che di altro. Impossibile prevedere, poi, come il gruppo reagirà emotivamente nelle prossime settimane.

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Adesso, però, è un aspetto che conta il giusto. Conta stare vicini ai ragazzi di Pioli, quelli più giovani e quelli meno giovani. Conta stringersi intorno alla squadra. La città e tutto l’ambiente lo hanno già fatto. Continueranno a farlo, orgogliosi di sentirsi unici, nell’ora di vittoria ma soprattutto in quella di sconforto.

L’altro aspetto certo è il discorso che Diego Della Valle ha fatto ai suoi calciatori. Un discorso sentito e accorato, da padre di famiglia. Un discorso per dare anche solo una motivazione per reagire. Perché spiegazioni non ce ne saranno mai.

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Sta di fatto che la squadra in questi giorni si sta allenando.

Al centro sportivo il pallone ha ricominciato a rotolare in un clima surreale. Gesti, parole e sguardi riportano alla mente quello che è stato. Il dolore enorme provato domenica mattina, con il gruppo stravolto, non se ne andrà per diverso tempo.

In alcuni, probabilmente, non se ne andrà mai. La semplicità del gesto tecnico aiuta a staccare la spina, a liberare la mente per il tempo di uno schema o di un esercizio ad alta intensità. Piccole cose, adesso è inevitabile ripartire da quelle.

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La squadra se l’è presa sulle spalle Milan Badelj. Pochi flash, ma decisivi. Il primo martedì, quando il gruppo ha raggiunto lo stadio dal centro sportivo ed ha sostato per qualche minuto davanti al muro di sciarpe e disegni per il Capitano.

A guidare i compagni c’era lui, con una rosa bianca in mano. Il secondo, ancora più significativo: l’aver letto il pensiero della squadra durante i funerali di giovedì. Due momenti significativi, del fatto che adesso il leader del gruppo è proprio il regista croato.

Con il contratto in scadenza, è vero, ma a questo punto l’investitura di Davide potrebbe cambiare molte cose nel futuro del giocatore. Non è il momento di parlarne, ci sarà tempo per farlo più avanti.

Intanto il popolo viola continua a lavorare per rendere indimenticabile la giornata di domenica.

L’ennesima straziante, quando ormai sarà trascorsa una settimana surreale. Allo studio un qualcosa di mai realizzato prima, con una mega coreografia che coinvolgerà tutti i settori dello stadio. Saranno distribuiti migliaia di palloncini, ma il centro della coreografia sarà naturalmente in Curva Fiesole, ormai pressoché esaurita dal tardo pomeriggio di ieri.

In vendita restano tagliandi di pochi settori, l’obiettivo è un sold out del Franchi che non viene registrato da anni. Tutti per Davide, anche se la giornata sarà tremendamente difficile. Ma un Capitano così merita uno stadio speciale.

E Firenze è pronta a regalarglielo.

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