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Polverosi su CorSport: «La vittoria è solo un piccolo passo, ma alcune indicazioni sono eccellenti»

Il successo casalingo contro la Cremonese rilancia la Fiorentina in ottica salvezza e porta con sé delle buone notizie individuali

La vittoria della Fiorentina, la seconda del campionato, agguantata nei minuti di recupero, vale molto di più di quella precedente, il 5-1 sull’Udinese. Allora non era stato facile distribuire i meriti dei viola e i demeriti dei friulani (espulsione di Okoye dopo 8 minuti e atteggiamento remissivo dei bianconeri). Stavolta il senso è molto più chiaro: la Fiorentina ha battuto la Cremonese perché l’ha voluto con tutta se stessa, con una nuova convinzione, una nuova fiducia nei propri mezzi e un nuovo atteggiamento, aggressivo e insistente. Questo il pensiero di Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport - Stadio.

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MEGLIO LA VIOLA. Ha giocato sempre e solo la squadra di Vanoli. Lo dicono anche i numeri: ha concluso 23 volte (a 5), di cui 8 nello specchio della porta e 13 da dentro l’area. Ma il segnale che dà più speranze alla Fiorentina è il minuto del gol di Kean, entrato al 39' del secondo tempo e a segno al 47', in pieno recupero. Finora ai viola era accaduto il contrario. Non è stata una Fiorentina travolgente (e chissà se mai lo sarà), ma stavolta aveva chiaro in testa l’obiettivo e non si è arresa quando i primi segnali della partita, come la traversa di Parisi e il rigore concesso e poi cancellato dal Var, la spingevano sempre più in fondo. Ci ha creduto fino all’ultimo secondo, magari un po’ arruffona (soprattutto nella ripresa), però mai staccata dal gioco.

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INDICAZIONI ECCELLENTI. Le indicazioni sono buone, alcune eccellenti, come la quarta partita di fila di Fagioli da giocatore vero, come il debutto di Solomon che ha messo la palla sul secondo palo per il gol di Kean, come la risolutezza di Comuzzo e la buona prestazione tecnica di Pongracic e anche come le espulsioni, all’Olimpico, di Marusic e Noslin che Sarri non avrà nella prossima sfida con i viola. Era una partita che la Fiorentina doveva vincere e l’ha vinta. Anche il modo è confortante: si è vista finalmente una squadra, con dei limiti ma anche con qualche qualità. La Cremonese ha 21 punti in classifica, alla vigilia Vanoli era a -12 rispetto a Nicola, ma in campo l’unica differenza è stata a favore della Fiorentina. Ora la zona-salvezza è più vicina, è a soli 3 punti, anche se il Verona deve recuperare una partita.

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MIGLIORAMENTI. Fermiamoci qui con gli aspetti positivi di questo successo, perché su un punto bisogna essere molto chiari: per la Fiorentina può essere solo il primo piccolo, minuscolo passo per la ripresa. Niente di più. Sentirsi serenamente incamminati verso un posto al sole sarebbe un rischio assurdo. Non è così, non può e non deve essere così. Il calendario dei viola mette in fila Lazio, Milan, Bologna, Cagliari e Napoli. Basta un niente per fermarsi di nuovo. Vero, la squadra sta migliorando anche sul piano fisico, oltre a Fagioli (ha dato ragione a Pioli e a Vanoli che lo vedono come regista), pure Comuzzo, Pongracic e Parisi stanno recuperando una buona condizione. Gli altri però devono crescere ancora, alcuni (tipo Ndour) anche tanto. Il futuro del campionato viola dipenderà in buona parte dal mercato, il primo passo di Solomon è stato incoraggiante, però questa squadra ha bisogno di altri giocatori determinanti. Certo, fenomeni sul mercato non ce ne sono, ma in una situazione come questa le idee possono aiutare non poco. 


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