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Poesio sul CorFio: «È proprio perfida la dea della vittoria. Speranze salvezza e difesa ancora fragile»

La crescita di Fagioli e Gudmundsson ha fatto svoltare la squadra, ma quanti rimpianti anche ieri 

Ancora una volta lì, così vicina da poterla toccare con la mano e afferrarla. È proprio perfida la dea della vittoria in questa stagione con la Fiorentina e i suoi tifosi. Un gioco perverso, mercoledì all’Olimpico come ieri al Franchi, con i viola ancora raggiunti nei minuti di recupero, pronti a spiccare un salto da tre punti e costretti invece a muoversi in avanti di una sola casella. Così scrive Ernesto Poesio sul Corriere Fiorentino

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SPERANZA. Un vero peccato, perché la squadra di Vanoli contro il Milan ha fatto la partita per gran parte dei 90 minuti. Ha finalmente tirato fuori il coraggio, ha aggredito fin dai primi minuti la squadra di Allegri. Ma soprattutto — ed è un grande merito — ha saputo sfruttare le inevitabili difficoltà del Milan a cui mancavano molti dei suoi pilastri. Se è inevitabile una buona dose di rimpianto, il pomeriggio del Franchi forse per la prima volta in questa stagione, sembra regalare qualche speranza in più anche se la lotta per la salvezza resta durissima.

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RECUPERATI. Di sicuro la Fiorentina che ha iniziato il girone di ritorno continua a dare segnali incoraggianti. A partire dall’intensità così differente rispetto al passo lentissimo del girone di andata fino alla continuità di due giocatori su cui molte speranze a inizio anno erano state riposte: Fagioli e Gudmundsson. I loro miglioramenti hanno fatto crescere la squadra. 

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DIFESA. Ma la Fiorentina resta una squadra troppo fragile e il bottino aggiornato ieri dei 20 punti persi da situazioni di vantaggio (a cui va aggiunta la pesante sconfitta nel finale col Verona) rappresenta un dato macroscopico se parametrato ai 14 raccolti in classifica. Inevitabile che la fase difensiva resti sul banco degli imputati. Perché anche contro il Milan, in una gara che i viola hanno condotto per larga parte, i rossoneri si sono ritrovati di fronte alla porta con almeno tre clamorose occasioni.


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