Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Paulo Sousa ha le sue colpe, ma non è l'unico responsabile. Giocatori e società, così non va. Finita la pazienza dei tifosi

Doveva essere una domenica tutta a favore della Fiorentina. Le premesse e i risultati delle dirette concorrenti all’Europa League c’erano, ma al Barbera la squadra viola ha giocato una gara penosa, patetica, triste, malinconica.

Non c’è stato niente da salvare: dalla formazione iniziale scelta da Paulo Sousa, all’atteggiamento avuto da tutta la squadra, alla prestazione dei singoli.

sponsored

Eppure battere l’ultima in classifica, una vittoria avrebbe dato la matematica certezza della retrocessione al Palermo, non sarebbe stato tanto difficile. Visto che sette giorni prima aveva dato cinque gol all’Inter e riaperto il discorso Europa.

Invece, un flop, l’ennesimo, collettivo.

Le responsabilità? Di tutti, nessuno escluso. Di Sousa, dei giocatori, della società. Coi tifosi viola che ormai hanno perso la pazienza. A Palermo c’erano un 2-300 tifosi e sembra che al loro rientro all’aeroporto abbiano contestato la comitiva viola prima di far ritorno a Firenze.

sponsored

Finita la gara del Barbera è partita la ‘caccia’ a Paulo Sousa. C’è chi ha chiesto il suo esonero come se il tecnico portoghese fosse l’unico responsabile situazione, e di errori ne ha commessi. Chiedere, però, l’esonero di un allenatore a quattro giornate dalla fine con l’obiettivo Europa svanito è più una soddisfazione personale per dire che ‘avevo ragione a chiedere e pensare questo o perchè da tempo dico che Sousa è un allenarore scarso’, che pensare al bene della Fiorentina e capire i veri problemi da risolvere.

sponsored

C’è chi addirittura pensa che Paulo Sousa faccia tutto questo ‘apposta’, che non voglia portare la squadra in Europa per i dissapori con la società, con Cognigni, con Pantaleo Corvino.

Dovrebbero comunque ricordare che Paulo Sousa ha davanti a se una carriera da allenatore e se fa male con la propria squadra e chiaro che difficilmente potrà avere una carriera rosea e importante. Insomma, sarebbe come darsi una zappa sui piedi.

Sul tavolo dei responsabili i giocatori non sono finiti mai, escluse alcune singole situazioni.

In campo vanno loro, sono loro che giocano, sono loro che hanno più o meno motivazioni. E prestazioni come quelle di Palermo non possono essere accettate.

Cosa fare adesso? Che finisca la stagione, ormai non esiste più soluzioni.

Anzi, questo tempo dovrebbe essere sfruttato per fare delle riflessioni importanti. All’interno dello spogliatoio, dai Della Valle e all’interno della società.

A proposito, una volta riaperta la corsa all’Europa League a Palermo dei dirigenti viola c’era il solo direttore sportivo Freitas.

Forse sarebbe stato più opportuno che qualche altro dirigente fosse stato al fianco della squadra viola, per dare forza e coraggio a tutti, visto l'importanza dell'obiettivo finale soprattutto per la società. Invece, no. Come se fosse stato deciso di lasciare da soli Sousa e la squadra.

Sicuramente nei prossimi giorni ci saranno tanti discorsi, parole, promesse.

Invece è arrivato il momento dei fatti concreti. Firenze e i tifosi viola da tempo hanno perso la passione, la voglia di sognare per la Fiorentina. Non capirlo sarebbe il più grave errore che i dirigenti viola potrebbero fare nel cercare di ricostruire la squadra.

Prima di pensare al tifoso ‘cliente’ è arrivato il momento di tornare a pensare e dare al 'tifoso viola' una squadra che possa regalare vittorie e soddisfazioni, fino a tornare a sognare come una volta. Altrimenti sarà tutto finito.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento