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Pasqua con tre passi salvezza. Ora la Conference fa più gola alla Fiorentina. Sperando di recuperare pezzi

Le sconfitte di Lecce e Cremonese danno ancor più valore al successo dei viola a Verona. A Londra per il fascino europeo

Una Pasqua con un uovo chiamato salvezza. Tre passi importanti, decisi per la Fiorentina. Che dopo tanto rincorrere finalmente vede con più ottimismo un obiettivo che tre mesi fa sembrava lontanissimo. Per tanti un miraggio. Ma i tre punti i Verona, uniti alle sconfitte di Cremonese e Lecce (contro Italiano e Palladino), fanno fare uno scatto fondamentale alla squadra di Vanoli. Un grosso sospiro di sollievo dopo un lungo periodo di apnea che durava da inizio stagione. Facile il riferimento al post Fiorentina-Verona, 15° giornata a metà dicembre: soli 6 punti in classifica, zona salvezza a 8 punti e precedenti che dicevano che mai nessuna squadra si era salvata nella storia in quella situazione di classifica.

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MEDIA QUASI DA EUROPA. Quattro mesi dopo, è tutto diverso. Rimonta effettuata, tra alti e bassi ma con una media punti quasi europea. Ventisei punti nelle 16 partite successive, media da 1,63 a gara. Più di Roma, Lazio e Bologna. Per dire, la Fiorentina di Palladino aveva chiuso con una media da 1,71 a partita un anno fa. Bene così, insomma. Con cinque punti di vantaggio sulla coppia al terz'ultimo posto, si torna a respirare: mai da inizio stagione la Fiorentina aveva avuto un margine così ampio. Ancora la missione non è compiuta, a 7 giornate dalla fine e con diversi scontri diretti da giocare. Ma il ritmo è quello giusto per chiudere la pratica al più presto. Pur con negli occhi una prestazione come quella del Bentegodi. Perché bene, benissimo i tre punti, ma la ripartenza post sosta è stata davvero complicata dal punto di vista di gioco, distanze, intensità. Vietato insomma cullarsi sugli allori (presunti) o raccontarsi che va tutto bene. Per una volta la Fiorentina ha vinto non meritando, giusto festeggiare ma non mettendo sotto al tappeto vecchi (recenti in realtà) errori tornati a galla.

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FASCINO CONFERENCE. Servirà un'altra testa, un altro atteggiamento, un'altra attenzione a Londra contro il Crystal Palace. Un confronto che ora assume tutto un altro sapore. Una partita dal fascino europeo da giocarsi con la mente un po' più libera, con un pizzico d'autostima in più. In questi anni di Conference, tolte ovviamente le finali, è forse la sfida più affascinante che attende i viola. Forse al pari del Betis la scorsa stagione. Rivale inglese, trasferta a Londra, una squadra che teoricamente si era qualificata per l'Europa League ma è stata 'retrocessa' in Conference per una violazione della regola sulle multiproprietà. Motivazioni extra insomma per un gruppo che negli ultimi mesi ha dovuto scavare soprattutto nel fango della lotta per non retrocedere. Rincorrere, rosicchiare punti, fare la corsa su Verona, Pisa e le altre. Questa è un'altra storia. E quella coppa che a volte era sembrata quasi un fastidio o un intoppo, una dispersione di energie, ora può raccontare qualcosa di diverso. Di bello. Chiaro che per questa squadra, con il pregresso di questi mesi, sia impossibile guardare lontano, a Lipsia, ad un possibile trofeo, alla possibilità di giocare in Europa (League) la prossima stagione. Anche perché era e resta una formazione imprevedibile. Ma già arrivare a giocarsi una partita così senza l'assillo opprimente dei fantasmi della retrocessione è un qualcosa di inaspettatamente positivo.

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RECUPERARE PEZZI. Certo, sarebbe importante arrivarci con qualche risorsa in più a livello tecnico rispetto a Verona. Ci sarà Dodo, frenato in qualche modo da Vanoli, come sottolineato dal tecnico, per il Bentegodi. Ma recuperare anche Solomon e Parisi sarebbe importante. Oltre a Mandragora, uno che in Europa ha diverse volte fatto la differenza. Più Fortini, alternativa che può essere preziosa. Serviranno poi attenzione, ritmo, intensità, qualità contro un Palace che non vive proprio mesi felicissimi (13 punti fatti nelle ultime 15 gare di Premier, tanta fatica anche in Conference con gli ottavi passati contro l'AEK Larnaca solo ai supplementari in superiorità numerica) ma che resta avversaria temibile. Servirà soprattutto l'apporto dei migliori. Di capitan De Gea, atteso di nuovo titolare in Europa. Di Gudmundsson che anche a Verona ha steccato. Di Fagioli che è sempre più leader. E di Kean. Psicologicamente a terra dopo il rientro dalla Nazionale, ma l'obiettivo/sogno Conference può essere uno stimolo decisivo. Anche il problema alla tibia, ora, può essere gestito dando forse priorità al giovedì europeo.


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