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Ora serve il definitivo cambio di marcia. Non di squadra, ma di alcuni singoli. Pjaca su tutti

Alla ripresa 4 gare fondamentali per la Fiorentina. Alcuni singoli devono cambiare marcia. Il croato rischia il posto

Il matrimonio che entrambe le parti volevano con forza alla fine è stato celebrato. Pjaca voleva con forza vestirsi di viola, e la Fiorentina voleva con forza Pjaca. Ma fin qui, in questo legame, sono stati più i bassi che gli alti.

Le attenuanti del caso sono svariate. Dalla preparazione iniziata in netto ritardo, causa trattativa andata per le lunghe, mondiale giocato con la Croazia, e due anni di semi inattività causa doppio infortunio grave. E c’è anche un discorso tattico che potrebbe vederlo penalizzato dal dover fare metà campo sulla corsia piuttosto che poter giocare di fianco a Simeone.

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Ma adesso è il momento di cambiare marcia.

Vada per la prima, ed anche per la seconda sosta. Alla terza, ovvero tra meno di un mese, Pjaca dovrà per forza di cosa aver dato delle risposte. Anche perché le 4 gare che attendono i viola potrebbero essere già uno snodo cruciale della stagione.

Cagliari in casa e Frosinone fuori sono due partite da vincere a tutti i costi se davvero l’obiettivo da inseguire è quello dell’Europa. Il Torino fuori è uno scontro diretto, e la Roma in casa è una storia a sé. Da questa serie di partite, con tutte settimane tipo ovvero senza turni infrasettimanali, la Fiorentina potrà capire quale potrebbe essere il suo campionato ed il proprio futuro.

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E Pjaca, su tutti, non può più sbagliare. Perché Mirallas scalpita, e già contro il Cagliari stesso l’ex Everton potrebbe scalzarlo dall’undici titolare. Ed il ballottaggio è sempre più serrato. E se il croato non cambierà marcia, rischia di diventare lui l’alternativa al belga.

E poi c’è Eysseric che è andato bene rispetto all’anno scorso nelle prime uscite.

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Pjaca, Simeone, Chiesa. Il tridente che sulla carta aveva esaltato in diversi, quantomeno incuriosito tutti, non si è ancora espresso ai livelli attesi.

Soprattutto per il croato e l’argentino. Perché Chiesa, che deve comunque fare uno step in avanti dal punto di vista dell’incisività sotto porta, ha comunque fatto fin qui ottime prestazioni, gli altri due, invece, di step ne devono fare almeno un paio.

E ok che la difesa della Fiorentina è la migliore interna, con 1 solo gol subito, e la terza migliore del campionato, ma serve buttarla dentro per stare in alto.

La mediana è un altro punto sul quale deve lavorare Pioli. Gerson è stato fin qui troppo incostante, Edimilson non si è ancora capito se sia carne o pesce, Benassi è il solito Benassi, fatto di altissimi e bassi. Norgaard non sta trovando spazio, come Dabo, mentre Veretout sta portando avanti la baracca quasi da solo.

Manca una settimana alla gara col Cagliari.

Poi tutto d’un fiato il mese delle risposte. Quelle che si attende Pioli da alcuni singoli, perché il gioco comunque c’è stato fin qui con tante occasioni da gol sprecate, quelle che potrebbero far fare il salto di qualità ad una Fiorentina che pensa in grande.

Ma tra il dire ed il fare c’è spesso di mezzo il mare. E adesso è il tempo di capire se si può fare.

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