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Nzola prova a (ri)mettersi la maglia della Fiorentina. La personalità contro l'Udinese e la fiducia del gruppo

L'attaccante angolano ha regalato il pareggio su rigore contro la l'Udinese. Ora una nuova chance in Supercoppa

Il calcio leggero di un pallone estremamente pesante. Un primo passo per provare a rinfilarsi la maglia viola. M'Bala Nzola ci crede, è rimasto uno dei pochi. Contro le voci di mercato. Contro i Kean. I Belotti. I Dia. Il primo febbraio vuole essere ancora lui il centravanti della Fiorentina.

Almeno quello di scorta. «Finalmente si è preso una responsabilità» ha sentenziato Italiano al termine della partita contro l'Udinese. Un 2-2 per certi versi beffardo: sono arrivati gli invocati gol delle punte ma non è maturata la vittoria.

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Curioso, per una squadra che vince più facilmente con le reti dei difensori, scrive stamani La Nazione. Ma il tema oggi riguarda M'Bala, che si è diretto deciso verso Beltran per chiedergli quel pallone da scaraventare in rete.

Il Vikingo non è tipo da mettersi in mezzo. Zero discussioni. Il bacio in fronte di Ranieri è sembrato un'attestato di stima. Tutti per M'Bala. M'Bala per tutti. La personalità non gli è mancata. La leggerezza nemmeno. Bravo anche a livello tecnico.

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Un rigore decisamente più tranquillo di quello ciabattato contro il Cukaricki. Il 2-2 ha dato slancio alla Fiorentina. Nzola ci ha provato con un pallonetto. Difficile. Sarebbe stato troppo. Ma quella maglia di cui sopra si sarebbe rinfilata un po' di più.

Resta l'orgoglio di uno che ha fatto tanto per vestirla quella casacca numero 18. Ha rifiutato tutti e tutto (compresi i soldi degli arabi), ha aspettato il suo mentore fino alla fine nel corso dell'estate. Nessuno poteva immaginare uno Nzola-Italiano 3.0 così complicato.

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E forse è stato proprio il peso delle aspettative a giocare un ruolo decisivo. Riportare la gente dalla propria parte è il primo passo. Convincere la società che la sua storia a Firenze non è finita è il secondo. M'Bala prova a ripartire così.

Con un credito guadagnato domenica sera da far fruttare. Il banco di prova della Supercoppa all'orizzonte. Per scacciare quelle nuvole che si sono addensate da settimane sopra la sua testa. Perché Beltran sta crescendo e il futuro sembra suo.

Ma almeno il bomber di scorta vuole essere lui.


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