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Nicchi: "Gli arbitri sono i più a rischio. Si potrebbe ripartire senza Var"

Il presidente dell'AIA parla di sicurezza per gli arbitri e della possibile ripartenza senza tecnologia: "Oggi la VAR viene fatta in furgoni...".

Marcello Nicchi, presidente dell'AIA, ha parlato a La Domenica Sportiva su Rai 2: "Sento parlare di tutto e di più, come se il campionato iniziasse domani, e non ho sentito proposte serie a tutela degli arbitri, motore determinante per la ripartenza.

Siamo rispettosi, in attesa delle decisioni del Governo: gli arbitri lavorano atleticamente indoor con gli strumenti a disposizione. Gli arbitri, senza protezione, sono i più a rischio: le società si spostano con i mezzi del club, in gruppo, su vetture sanificate.

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Gli arbitri si muovono da soli, frequentano aeroporti e stazioni ferroviarie. Non è pensabile di mandare gli arbitri allo sbaraglio se non ci sono le condizioni per una ripartenza. Una cosa è mettere in sicurezza impianti di Serie A, altra quelli dei dilettanti".

VAR. Ripartire senza Var? "Potrebbe essere una cosa che ci viene costretta. Come sapete oggi la VAR viene fatta in furgoni, ambienti angusti, vicini ad altri operatori che non sai chi ha frequentato prima di arrivare lì. Si rischia che non ci siano le distanze di sicurezza, io auspico che non accada, ma potrebbe esserci anche questo problema.

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Questo però è un discorso della Serie A, ma mi preme il discorso dei Dilettanti: come si fa a mandare un ragazzo di 18 anni in campi di provincia dove non saprà a cosa va incontro? Se dovessimo ripartire domani, noi non ci saremmo.

Gli arbitri sono preoccupati di poter rivedere le proprie famiglie, e bisogna cominciare a ragionare prima sulle cose. Io spero che il VAR ci sia, se dovesse mancare sarebbe però per un'emergenza sanitaria".

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