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Nazione - La parabola discendente di Beltran. Ma rifiuta il ritorno in Argentina

L'argentino arrivò a Firenze come punta moderna, ma è rimasto vittima di equivoci tattici. Altro no al ritorno in patria: vuole restare in Europa

Il futuro di Lucas Beltrán somiglia a un complesso rebus di mercato, sospeso tra il forte desiderio di riscatto personale e la necessità oggettiva di trovare una nuova sistemazione ideale, rifiutando categoricamente l'ipotesi di un ritorno in Argentina al River Plate. Così scrive La Nazione.

SENZA FIDUCIA. Acquistato dai viola nell’estate del 2023 per circa 19 milioni (più bonus, mai veramente scattati, che avrebbero fatto arrivare la cifra a 25), il ’Vichingo’ era sbarcato a Firenze con l’etichetta del predestinato, l’uomo chiamato a raccogliere la pesante eredità dei grandi bomber argentini idoli della Fiesole. La realtà ha però raccontato tutta un’altra storia, fatta di equivoci tattici logoranti, pochissime occasioni reali e una progressiva perdita di fiducia, culminata poi nell’ultimo opaco prestito al Valencia

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EQUIVOCI. Arrivato in Italia come una prima punta moderna, mobile e letale negli ultimi metri, l’attaccante si è scontrato con sistemi di gioco rigidi che ne hanno progressivamente snaturato le doti innate. A Firenze, nel calcio di posizione e ragionato di Italiano, l’argentino è stato allontanato dalla porta, perdendo la sua arma migliore: il killer instinct. Ai problemi di ruolo si è aggiunto il peso di una gestione tecnica priva di reale continuità. Senza una fiducia cieca da parte dell’ambiente, le sue polveri sono rimaste bagnate troppo a lungo. La Fiorentina accetta oggi una minusvalenza finanziaria che certifica il fallimento dell’operazione, con il giocatore ora fermo nella sua posizione: niente ritorno in patria, la priorità è dimostrare il proprio valore in Europa.

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