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Nazione - Il ko col QPR conferma il cantiere aperto: attacco e identità da costruire

Il 3-2 di Londra mostra una squadra ancora in ritardo di condizione, senza esterni e con poche soluzioni offensive

La Fiorentina torna dal primo test della tournée inglese con più indicazioni che certezze. Il 3-2 contro il QPR, come scrive La Nazione, pesa meno del quadro emerso dal campo: a meno di un mese dall’inizio del campionato, la squadra di Grosso resta un cantiere aperto.

A Londra sono emersi soprattutto due problemi: una condizione atletica ancora lontana da quella di un avversario più avanti nella preparazione e un’identità offensiva da definire. L’assenza di esterni di ruolo ha obbligato il tecnico ad adattare ancora Jimenez e Gudmundsson sulle fasce, con Brescianini impiegato da terzino sinistro. Scelte d’emergenza che hanno tolto ritmo e fluidità alla manovra.

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Qualcosa si è visto nella parte bassa del campo. Viery ha dato segnali positivi per fisicità e personalità, mentre hanno convinto meno Dodo, protagonista del rigore poi trasformato da Madsen al 30’, e Dragusin, in ritardo sul raddoppio di Kemper allo scadere del primo tempo.

In avanti, invece, le idee sono sembrate limitate. L’eccezione è arrivata al 45’, con la bella azione nata dalla progressione di Jimenez e chiusa da Atta. Per il resto si è rivista spesso la palla lunga verso Kean, poco servito e ancora distante dalla miglior forma.

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Tra le note migliori c’è Oulai, schierato davanti alla difesa e subito centrale nella costruzione: nei momenti di difficoltà, il pallone passava quasi sempre dai suoi piedi. Nella ripresa, nonostante i cambi, il copione non è cambiato: il QPR ha segnato il terzo gol con Smyth, complice un errore di Comuzzo, prima della rete di Piccoli, apparso in crescita. Da registrare anche due occasioni sprecate da Mandragora, una su un ottimo cross di Croci.

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Il lavoro per Grosso resta tanto: la Fiorentina deve crescere sul piano fisico, trovare ampiezza e dare forma a un attacco ancora troppo prevedibile.

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