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Malusci: «Paratici-Grosso possono essere un connubio importante. Ripartirei da Kean»

L'ex difensore viola ai microfoni di Radio Bruno: «Grosso non scalda, dei buoni risultati all'inizio potrebbero aiutarlo»

Alberto Malusci è intervenuto al Pentasport su Radio Bruno per commentare la situazione in casa Fiorentina, tra calendario e addio di Paolo Vanoli: «Alla fine le squadre sono quelle. Quando inizi la stagione le squadre non sono ancora compatte sotto l'aspetto tattico. Se vuoi far punti, meglio le squadre che cambiano di più. Chi fa le coppe fa un carico di lavoro importante, di solito inizia più appesantito. La Roma alla prima giornata potrebbe essere buona».

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SERVE UNA PARTENZA SPRINT. «Grosso è abituato a sostenere le pressioni. È un allenatore che non scalda molto, se parte con un impatto positivo sarà più facile per lui. I risultati all'inizio potrebbero aiutare. Io faccio il tifo per Grosso e per Paratici, non voglio star qui a far valere le mie preferenze sull'allenatore. Vorrei vedere una squadra forte, piacevole da vedere. Vorrei vedere un calcio diverso, da parte della Fiorentina ma anche da tutto il calcio italiano».

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SINERGIA ALLENATORE-DS. «Credo molto in questa sinergia. Tante volte l'allenatore si trova solo, quando le cose va male ha bisogno di un sostegno. In questo caso credo che quello tra Paratici e Grosso possa essere un connubio importante».

COMUZZO E NDOUR IN NAZIONALE. «So che si sono comportati molto bene. Sono contento per Baldini, è una persona dai valori umani importanti. È stato un messaggio al calcio italiano: bisogna avere il coraggio di buttare dentro i giovani».

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SQUADRA UNDER-23. «Io ci credo. Se la fai, cresci i giovani sotto di te. Perché mandarli fuori quando hai la possibilità di fare l'U23? È un progetto che potrebbe essere utile. Hai appena vinto il campionato primavera, adesso li mandi tutti a giro?».

UNA SQUADRA DI GIOVANI. «Io sono a favore dei giovani, però la piazza è pronta per questo? Questa è la domanda da porsi. La società deve essere brava a sostenere questo percorso. E noi tutti dobbiamo essere consapevoli di questo e sostenerli. Dipende tutto da quello che vuole fare la società, ma anche dalla nostra bravura nel sostenere questa progettualità che potrebbe fare la Fiorentina».

KEAN. «Bisognerebbe spiegargli che è un top player, che deve essere un leader. Non che deve essere trascinato. Tutti nello spogliatoio devono guardare cosa fa Kean. Cosa fa in campo, cosa fa fuori. Deve essere un esempio. Deve farsi seguire. Trovare un attaccante come lui non è facile. Non va mandato via, ripartirei da lui».


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