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Graziani: «Su Atta sono diffidente. Kean lo terrei a prescindere ma...»

Le dichiarazioni dell'ex attaccante della Fiorentina riguardo alla situazione di Kean e del CT della nazionale italiana

Ciccio Graziani, ex attaccante della Fiorentina e campione del mondo con la nazionale, a Radio Bruno ha commentato così alcune vicende legate alla Fiorentina e al futuro della Nazionale.

KEAN. «Ho sempre avuto grande stima di Kean, tanto è vero che quando Pradè mi disse che lo stava trattando, io gli dissi che a me era sempre piaciuto, però che in 19 presenze non aveva mai fatto gol, era un bel rischio, e lui mi disse che ci credevano tanto. Lo scorso anno per tanti motivi compresa una stagione negativa di tutti si è fermato a 9, ma quello che mi ha dato fastidio è stato il comportamento fuori dal campo: vuole fare il rapper, i dischi e l'ultimo mese e mezzo, essendo infortunato, mi è sembrato distaccato dalla squadra. Io Kean lo terrei a prescindere, ma vorrei parlarci per chiedergli cosa vuole fare, se rimanere per essere un perno o se vuole andare via, e se andasse via la domanda poi sarebbe chi prendere al suo posto».

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MIGLIOR ACQUISTO FINORA. «Il Milan sulla carta potrebbe aver preso il centravanti giusto (Gonçalo Ramos, ndr). il suo profilo da calciatore mi piace ed in Italia può fare bene. Su Atta diffido un po' perché ha giocato relativamente poco in Serie A e viene valutato tanto. Lui è giovane, ha grandi margini, ma aspetterei un po' di tempo prima di far diventare fenomeni giocatori che non lo sono ancora, se non per il prezzo che hanno. A me Atta piace, anno scorso ha fatto benissimo ma bisogna sperare che faccia altrettanto bene a Firenze, cambiando squadra ed ambiente».

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GUARDIOLA CT. «Io sono un convinto sostenitore di Silvio Baldini, ma chiaramente se tu mi dici di Guardiola io apro le braccia e guardo al cielo. Chi potrebbe dire qualcosa su Guardiola? Nessuno, sarei più che altro curioso di cosa potrebbe dare lui al nostro calcio. Il problema semmai è la qualità della nazionale, più di quello non so se si può fare. In Spagna fino a 14 anni giocano col pallone fra i piedi, non sanno cosa sia la tattica, qua da noi è diverso».

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