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L’ennesimo crocevia. Novanta (più novanta) minuti in cui la Fiorentina si gioca la salvezza

Col Parma vietato sbagliare per i viola, tornati paurosamente nel tunnel col doppio ko Jagiellonia – Udinese

Le formule verbali a effetto sono già state più o meno utilizzate tutte.  Dal ‘vita o mortedi Pradè in Fiorentina-Lecce all’‘iniziano per noi le vere partite’ e ‘saranno delle finali’ di Vanoli fino alla metafora del carrarmato di Paratici, passando per patti vari, slogan e dichiarazioni d’intenti a cui, poi, non sono quasi mai corrisposti i fatti. 

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Basti pensare a quanto successo a Udine, tra le dichiarazioni del pre e del post partita e, soprattutto, quanto (non) visto sul campo. Acqua passata. La gara del Friuli ha confermato che questa Fiorentina dovrà lottare fino al termine di questa maledetta stagione per riuscire a ottenere la salvezza. In tal senso, i prossimi 180’ saranno a loro modo decisivi. 

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SCENARI. Parma in casa e Cremonese fuori, due partite che la Fiorentina deve fare proprie, con sei punti obbligatori, o almeno quattro, sperando in una combinazione di risultati favorevoli. Domenica c’è Lecce-Cremonese. Se i viola vincessero col Parma e il Lecce facesse altrettanto, battendo i grigiorossi nella sfida successiva la Fiorentina salirebbe a +6 sulla Cremonese. Non sarebbe già tutto alle spalle, ma il futuro si farebbe decisamente meno preoccupante. Nel caso in cui la Fiorentina non riuscisse a vincere domenica, comunque vada in Salento sarà una sfida della disperazione con la Cremonese nel turno seguente. Nel mezzo, inoltre, c’è il Rakow in Conference. Se non dovessero arrivare né punti, o comunque pochi, dai prossimi due impegni, allora le cose si metterebbero malissimo. Ancor più di quanto non lo siano già oggi.

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TUTTI AL VARCO. L’alibi della preparazione estiva, le colpe di Pioli e quelle di Pradè sono ormai il passato. Nel presente sono tutti responsabili di quello che si continua a vedere partita dopo partita. Dalle scelte di Vanoli ai calciatori scesi in campo con la testa chissà dove tra Udine e giovedì scorso, passando per chi ha operato sul mercato a gennaio (Paratici e/o Goretti che sia) portando a Firenze un difensore non pronto a inizio marzo, un esterno che fa tanta confusione, due centrocampisti uguali, non prendendo un centrocampista di rottura, un vice Fagioli e/o un difensore che facesse fare ad un reparto in crisi da agosto un benché minimo passo in avanti. In ballo c’è la salvezza. Forse non è chiaro. Tutti sono chiamati a dare di più, tutti. E se non c’è feeling tra allenatore e giocatori, come alcune prestazioni farebbero pensare, si cambi. Con chi? Chiunque. Nessuno dirà mai che una squadra gioca contro l’allenatore (in generale, non stiamo dicendo di Vanoli), ma quanto visto a Udine ha generato ansie e paure. E se con Parma e Cremonese non ci saranno risposte positive, a quel punto dovrà essere salvato in salvabile. Sperando, ovviamente, che non succeda.


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