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Lazio, Sarri ha trovato il centrocampo titolare. E Guendouzi stupisce tutti

Il terzetto Guendouzi-Cataldi-Luis Alberto sta dando frutti e con molta probabilità sarà riproposto anche contro la Fiorentina

Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, la smorfia buffa e i riccioli da fumetto, Matteo Guendouzi era destinato a diventare un idolo. Nessuno, compreso Sarri, poteva in realtà immaginare riuscisse a imporsi come un leader della Lazio così presto.

Così scrive Il Corriere dello Sport. NUMERO 8. Un numero 8 completo, nella scia dei più grandi della storia biancoceleste per l’elevata propensione a trasmettere emozioni e sussulti. Non geniale o pazzo come Gascoigne, non ancora paragonabile a Re Cecconi, ma il centrocampista francese ha qualcosa di speciale.

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E’ forte, piace da impazzire ai tifosi. Incarna uno spirito irriducibile. Il modo di giocare, il modo di esultare, come è successo a Torino, dove ha segnato e fatto la differenza: un gol per sbloccare la partita, la discesa per innescare l’assist di Luis Alberto e il raddoppio di Cataldi.

E poi il sorriso. Corre, contrasta, difende, si butta in avanti e ora segna. Gioca a tutto campo. Le statistiche della Lega segnalano la performance allo stadio del Grande Torino: 12,4 km percorsi in 90 minuti con una punta di velocità sino a 32,7 chilometri orari, preceduto solo da due sprinter come Gila e Felipe.

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Certo, non ha la stessa finezza tecnica o la fantasia di Milinkovic. Non ha mai avuto tanti gol in canna. Alla Lazio guadagna 2 milioni più bonus, ingaggio in linea con i parametri dell’OM. Contratto sino al 2027. Prestito con diritto di riscatto obbligatorio, operazione da 18 milioni complessivi, il colpo più riuscito nell’estate di Lotito.

TERZETTO. Guendouzi-Cataldi-Luis Alberto. Eccolo il terzetto più compiuto della Lazio, fiorito da poche partite. Per la precisione quattro: Cagliari, Bayern, Bologna e Torino. Tre vittorie. Sarri ha scandagliato tutti i fondali possibili per trovare la formula ideale dopo l’addio di Milinkovic.

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E’ partito con Kamada, ha rispolverato Vecino, ha puntato su Rovella. Ha mischiato uomini e gerarchie. Solo il trio Guendouzi-Cataldi-Luis gli sta garantendo completezza di gioco nelle due fasi. Tutti e tre hanno deciso la vittoria di Torino: due gol (Guendouzi e Cataldi), due assist (del Mago).

Un trio di ferro, di genio e regolatezza. Movimenti rotatori come li chiede Sarri, verticalità, palleggio avanti-dietro, triangoli di passaggio per eludere le linee avversarie. Sono alcuni dei capisaldi del sarrismo. I centrocampisti devono sapere cucire e scucire.

Sono i valori fondanti. Ora è tornato il vero Luis Alberto. A Torino, nel secondo tempo, era di nuovo in vena. Come a dire: vi prendo per mano io. E lo ha fatto. Schizzi geniali i suoi assist. Quando ha la luna di traverso non gli riescono.

Lo spagnolo è da record in A per assistman, dal 2016 ne ha serviti 59, nessuno come lui tra i giocatori presenti in campionato e quelli che vi hanno partecipato nel periodo.

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