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La Soprintendenza: "Restyling Franchi, decide Firenze. Rischio degrado senza calcio. I vincoli..."

Su La Nazione si parla della possibile ristrutturazione dello stadio a Campo di Marte, tra vincoli, decisioni e l'idea di demolire le curve.

Su La Nazione si parla del restyling del Franchi e dei vincoli della Soprintendenza. Chi decide sul Franchi? «Il soprintendente di Firenze ha tutta l’autorità per decidere autonomamente l’esecuzione di lavori su qualunque opera», spazza i dubbi Valerio Tesi, responsabile dell’area Patrimonio architettonico della soprintendenza all’Archeologia, belle arti e paesaggio, con competenza per lo stadio Artemio Franchi.

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Se il Franchi viene spogliato della funzione di stadio non si rischia che possa andare incontro al degrado? «Sicuramente. Per questo deve continuare ad avere la sua destinazione d’uso. Vincoli? Al momento non esiste alcun vincolo, bensì una declaratoria che sottopone il Franchi alla legge 1089 del 1939, che sottopone a tutela le cose di interesse storico artistico, tra cui i beni di proprietà degli enti pubblici con più di 50 anni».

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ELEMENTI STORICI. «Nel 1983 il soprintendente Angelo Calvani dichiara che lo stadio Franchi deve ritenersi sotto tutela della legge 1089 perché costituisce una delle più importanti opere degli anni Trenta in cemento armato, fatta dall’ingegner Pierluigi Nervi, di un’arditezza delle sue strutture che si denota per la svettante torre di Maratona, per la pensilina della tribuna e per le rampe elicoidali, le scale della Maratona, elemento di grande suggestione formale.

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Non si può cancellare il valore di quegli elementi storici». Così aggiunge Tesi. PASSI. Ma è necessario che il progetto venga autorizzato dal ministero a Roma? «No, il soprintendente è autonomo nella scelta. Tuttavia, se l’intervento sarà particolarmente invasivo, con la proposta di demolizioni, potrà chiedere un parere al Consiglio superiore del ministero, che è un organo consultivo e dunque non emette provvedimenti ma fornisce indicazioni per la tutela». Il percorso?

«Pensiamo di proporre di avviare le procedure per ottenere un decreto di vincolo al fine di precisare quali sono gli elementi di rilevanza. Così da poter dire con chiarezza cosa si può fare e ciò che non si può fare. Demolizione curve?

Ci sarà da fare una riflessione. C’è da capire quali sono le aspettative per dare risposte che consentano scelte giuste nell’interesse di tutti».

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