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La rivoluzione di Italiano, un chiaro messaggio alla società

Il tecnico viola ha cambiato completamente formazione per affrontare il Bologna. Un chiaro messaggio anche per ovviare all'emergenza esterni

La formazione diversa numero 133 su 133 partite ufficiali da quando allena a Firenze è anche la più rivoluzionaria di tutte per Vincenzo Italiano. La prima con la difesa a tre fin dal calcio d’inizio. Una soluzione che era nell’aria, ma adottarla fin dal primo minuto è un grande cambiamento per un allenatore che è personificazione del 4-3-3, il suo modulo più utilizzato.

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Scrive il Corriere Fiorentino. Così contro il Bologna, invece di adattare Parisi come ala sinistra in un tridente ipotetico con Beltran e Ikoné, ha tolto un attaccante e aggiunto un difensore. Spazio quindi a Ranieri (a sinistra) Milenkovic (al centro) e Martinez Quarta insieme da subito.

Ikoné e Beltran hanno agito da attaccanti, con Barak a muoversi da trequartista dietro di loro. «È una soluzione a cui stiamo lavorando in allenamento» aveva svelato proprio Italiano dopo la vittoria contro il Monza, in cui aveva aggiunto un difensore per proteggersi a gara in corso.

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Partire con tre centrali da subito rappresenta una vera rivoluzione della sua gestione

Finora era passato al massimo dal 4-3-3 al 4-2-3-1, semplicemente «barattando» una mezzala con un trequartista. Innegabile che per questa Fiorentina priva di esterni sia un’ottima soluzione. Al netto, chiaro, di una fluidità di pensiero che ancora manca, come dimostrano le urla del tecnico che ha guidato i calciatori per tutta la partita, soprattutto in fase di pressione.

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Tutti i laterali a disposizione (Parisi, Biraghi e Kayode) hanno già giocato a tutta fascia nella loro carriera, e poi non sono calciatori che devono essere pregati per spingere in avanti. Il triangolo di centrocampo, con due mediani e un trequartista, non subisce troppe modifiche e davanti c’è la possibilità di far giocare insieme Beltran e Nzola.

Contro il Bologna i tre difensori centrali si sono anche rivelati utili per marcare a vista Zirkzee, affidato a Milenkovic che l’ha seguito fino a centrocampo. Un compito non semplice dato che è uno dei numeri 9 più in forma d’Europa.

Infatti poco dopo la mezzora lo ha dribblato con una sterzata in area, salvo poi colpire la traversa. Del resto, senza Kouame (in Coppa d’Africa), gli infortunati Nico Gonzalez e Sottil e un Brekalo in partenza oltre che pluri-bocciato, Italiano non aveva scelta.

E alla fine ha lasciato perdere la suggestione Parisi davanti.

«Questa finestra di mercato ci dà la possibilità di riparare qualcosa» ha ammesso prima di affrontare il Bologna

Il pensiero non può che andare a un nuovo esterno d’attacco, praticamente imprescindibile. Anche se ora il Napoli si è messo in mezzo per Ngonge dell’Hellas Verona, che ha tutto l’interesse a sfruttare la concorrenza per alzare il prezzo e monetizzare viste le difficoltà economiche.

Un’altra opzione per rinforzare l’attacco può essere il prestito di Kean della Juventus, che ha perso il posto da titolare e cerca minuti e gol in vista dell’Europeo. Un messaggio così forte — la prima difesa a tre schierata dal 1’ dopo due anni e mezzo — che è arrivato ben chiaro alla dirigenza.

E Italiano lo sa. Anziché adattare calciatori fuori ruolo, ha mandato in campo una squadra priva di esterni d’attacco, i giocatori che in questi anni ha sempre considerato fondamentali per il suo gioco arrembante. Ora, però, sono così pochi che non è nemmeno possibile contarli.


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