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La rivincita di Biraghi: da 'scarto' a 'scarpone', ora è decisivo in viola e in Nazionale

Nei primi mesi in viola anche le minacce di morte alla famiglia. Ora è titolarissimo alla Fiorentina e in azzurro.

Il 28 maggio 2017 salutava la Serie A con il 2-2 al Franchi con il suo Pescara. Ultimo posto, stagione da dimenticare e poca fiducia. Poi la chiamata di Corvino e della Fiorentina ("Una liberazione", commentarono tanti tifosi del Pescara).

Una chiamata "inaspettata", come l'ha definita lo stesso Cristiano Biraghi in fase di presentazione. Diverso scetticismo tra i tifosi viola, sicuri che uno appena retrocesso non potesse spostare gli equilibri dettati negli ultimi tempi dai vari Maxi Olivera e Milic.

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MINACCE DI MORTE. Prime prestazioni negative, gli errori nella sconfitta in casa del Chievo e persino minacce di morte giunte via social ("Dopo Verona qualcuno ha scritto sul mio profilo Instagram augurando la morte ai miei familiari.

Ecco, per me questi non sono tifosi né della Fiorentina né di altre squadre. Tutto ciò va al di là del calcio e non si può accettare. Quello che mi ha fatto sbottare è ciò che mi ha scritto una persona, che ha visto allo stadio di Verona la mia famiglia, augurando che morissero nel loro ritorno a Firenze, solo perché mi accusava di averlo fatto perdere al fantacalcio", disse il terzino).

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CRESCITA. In tanti lo appellano come 'scarpone', lui che cresciuto nel settore giovanile dell'Inter era stato mandato in prestito più volte, per poi essere 'scaricato' al Pescara senza troppi complimenti. In viola, tanta corsa ma anche diverse pecche tecniche e tattiche, di posizione.

Una crescita, però, costante. Di chi non è un fenomeno di natura, ma ci mette tanto del suo per migliorare. Giorno dopo giorno, in un gruppo giovane e sano, rinforzatosi nel dramma Astori. Lì, da quel maledetto 4 marzo, cambia qualcosa, nella consapevolezza di tutti.

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Ma già la crescita di Cristiano era sotto gli occhi di Pioli, e non a caso fu proprio Biraghi a siglare il gol vittoria contro il Chievo al Franchi nell'ultima gara di Davide, proprio su assist del Capitano. Le corse sulla fascia diventano sempre più convincenti, i cross un po' più interessanti e l'impegno ed il cuore, il sudore ogni domenica è evidente a tutti.

TITOLARE. Ecco perché comunque Pioli ci punta e come sul terzino ex Pescara. 35 presenze l'anno scorso, un ruolo centrale anche nella nuova Fiorentina. Più ala che terzino, a volte regista, spesso incaricato di battere punizioni e corner.

"Mi voleva il Milan. Ho parlato con Pioli, ho chiesto se aveva fiducia in me e lui mi ha risposto di sì. Così ho detto al mio procuratore di non iniziare nemmeno la trattativa", ha confidato qualche settimana fa lo stesso Biraghi.

Già, i terzini sono merce rara, e anche sul mercato qualcuno si è fatto sentire. I rossoneri, ma anche l'Inter che si dice sia pentita di averlo fatto partire così a cuor leggero. NAZIONALE. E anche Mancini, in mezzo ai problemi di rifondazione dell'Italia, pensa a lui come quarto di sinistra in difesa.

"E' merito mio, del lavoro fatto ogni giorno. Ho dimostrato quel che posso dare. Devo dire grazie alla Fiorentina che ha creduto in me quando altri non lo facevano e a mister Pioli che sta dando fiducia a tutti noi", aveva detto Biraghi alla prima convocazione a settembre.

Già, una bella rivincita alla faccia di chi criticava e soprattutto non credeva in lui. Da ultimo convocato a debuttante, fino a salvatore della patria contro la Polonia. Con Davide sempre nel cuore, inevitabile, con quel tredici indicato con le dita rivolte verso il cielo.

TIFOSI DIVISI. Tutto rose e fiori adesso? Insomma. Sicuramente quella di Biraghi è una bella storia. Di chi lotta ogni giorno per crescere, migliorarsi e dimostrare il proprio valore. Firenze lo apprezza, c'è già chi ha tirato fuori da tempo cartelli 'Altro che Ronaldo, il vero Cristiano è Biraghi'.

Ironia ma anche affetto per un ragazzo che in campo mette sempre tutto. Nonostante diversi mugugni che restano. Perché qualche cross continua a finire preciso sull'unico avversario diretto in traiettoria, perché trattasi di un giocatore non certo perfetto...

e perché criticare il terzino di turno (che per caratteristiche non ha spesso piedi di qualità infinita) è diventato quasi uno sport. Da Tomovic a Pasqual, passando per... Alonso, critiche a volte meritate ma altre eccessive.

Già, proprio allo spagnolo ora al Chelsea viene adesso paragonato Biraghi. Un po' per il ruolo, un po' per la crescita esponenziale. Da corridore 'grezzo' a terzino che determina, nel giro di un anno. Qualche critica continuerà ad esserci, ma intanto Biraghi si prende le sue piccole-grandi rivincite.

Anche verso chi, nel mondo del calcio, non aveva creduto in lui.

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