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La Fiorentina va in semifinale. E al Bologna restano solo i rimpianti

Occasioni e pali per la formazione di Thiago Motta che poi esce sconfitta dal Franchi grazie ai calci di rigore che premiano i viola

Ancora ai rigori, come col Parma. La Fiorentina conquista la semifinale di Coppa Italia per il terzo anno di fila, ma il Bologna ha più di un rimpianto. Due pali, una traversa e un bel po’ di occasioni nei primi 95 minuti, quelli regolamentari e all’inizio dei supplementari, giocati meglio, con più qualità dei viola.

Ma nell’ultima mezz’ora la partita è cambiata, la Fiorentina l’ha ripresa e ha avuto più di una possibilità per chiuderla prima dei rigori e prima dell’errore decisivo di Posch. Scrive il Corriere dello Sport-Stadio.

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IL RIBALTONE

Mezz’ora di calcio piatto, prima di trasformarsi in una partita vera, con ritmo alto, intensità e buone giocate, supplementari compresi. L’aspetto più interessante di quella fase un po’ stanca era legato al ribaltone tattico di Italiano, difesa a tre subito, Kayode e Biraghi sugli esterni, un trequartista (Barak) per marcare Freuler e due punte, di cui una, Ikoné, di ruolo è un’ala.

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È stato un cambiamento indotto dalla mancanza di esterni veri, con Sottil e Gonzalez in infermeria, Kouame in Coppa d’Africa e Brekalo in viaggio verso Zagabria. Thiago Motta ha impiegato una ventina di minuti a prendere le misure e del resto nella nuova disposizione dei viola non tutto funzionava bene.

Poco gioco e poca brillantezza.

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TRE OCCASIONI

Dopo un errore di Ikoné nel controllo di un assist di Barak,il Bologna ha cominciato a farsi vedere con la nota qualità. La chiave era Ferguson, la posizione, il movimento e la tecnica dello scozzese, giocatore sempre più completo, hanno creato problemi alla difesa dei viola.

Gli girava intorno Maxime Lopez ma senza la necessaria attenzione. Ferguson ha piazzato la palla in piena area per Zirkzee, dimenticato dalla pur folta difesa di casa, ma forse l’olandese ha pensato che per uno del suo talento erano troppo banali lo stop e il tiro, così la palla gli è sfilata sotto la suola.

Altra idea dello scozzese per Orsolini con sinistro respinto da Milenkovic che, nell’occasione più grossa del primo tempo, è stato incenerito dal destro-sinistro di Zirkzee (ecco il talento) con tiro sulla traversa.

DOMINIO BOLOGNA

Nei primi 20' del secondo tempo il Bologna ha dominato e sprecato. Gioco di qualità, un altro palo (gran sinistro da fuori di Orsolini), un’occasione sbagliata da Posch nel finale, una parata decisiva di Christensen su Ferguson.

I rossoblù attaccavano con velocità e sfondavano con troppa facilità sul fianco destro, dove Biraghi non reggeva il confronto, fino a meritare la sostituzione con Parisi. Poco prima, Italiano era corso ai ripari con Bonaventura (per Barak) e Nzola (per Ikoné).

Pochi minuti dopo uno scontro con Lucumi, si è arreso Beltran (colpo al naso). E senza altri attaccanti in panchina (tranne Infantino, ma Italiano non si fida) è entrato Arthur, con Bonaventura avanzato alle spalle di Nzola.

TERZO PALO

Cinque cambi per i viola dopo 75', zero per il Bologna. Che dopo mezz’ora di bel calcio ha abbassato il ritmo e consentito alla Fiorentina, più robusta in mezzo al campo con Mandragora e Arthur, di tirarsi su. Sol o a pochi minuti dal 90' Motta, pensando ai supplementari, ha messo dentro Calafiori (la sua presenza si è avvertita subito) e Moro.

Un attimo prima dei supplementari la Fiorentina ha avuto la più nitida palla-gol, ma una prodezza di Skorupski ha strappato la rete a Martinez Quarta. Che nei supplementari ha avuto di nuovo la palla del vantaggio ma l’ha girata debolmente.

Prima però il Bologna aveva centrato il terzo palo (con deviazione provvidenziale di Christensen) della serata, il secondo di Zirkzee. Passato lo spavento, nell’ultima mezz’ora di gara i viola hanno ripreso in mano il gioco e ora a soffrire era il Bologna.

Incredibile il gol che si è mangiato di testa Kayode. Ci sono voluti altri 10 rigori per stabilire chi incontrerà Milan o Atalanta in semifinale. Toccherà ai viola.


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