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La Fiorentina che ci piace: porte aperte e legame col pubblico ricucito. Tutti insieme per il rush finale

L’allenamento a porte aperte di ieri sembra segnare un nuovo inizio tra la tifoseria e la squadra

La cosa migliore dei litigi è che spesso poi si fa pace. L’allenamento a porte aperte di ieri al Viola Park è servito chiaramente a questo: ricucire lo strappo tra il tifo viola e la squadra. La relazione tra i due era allo sfascio, la stagione viola è l’immagine di due sposi che bisticciano: sono volati gli stracci in casa viola, ma ora qualcosa è cambiato.

NUOVO INIZIO. Un nuovo inizio, quindi, tra i tifosi e una società fin troppo riservata e silente sulle proprie questioni interne? Difficile che basti una semplice seduta d’allenamento per incollare i pezzi di cuore infranto, per riassestare un rapporto scorbutico. I fiorentini sono tanto passionali quanto lunatici: guai a punzecchiarli, guai a promettere loro quello che non si può mantenere. Ma se con sincerità si ammettono le proprie colpe, e si aprono le porte di casa per far entrare tutti, e celebrare un rito collettivo di unione e pacificazione, allora sì, le premesse sono positive. Spesso si è criticata questa gestione per la poca empatia e la refrattarietà alla comunicazione con la piazza, la pancia della gente. Forse adesso hanno capito che iniziative come queste rafforzano il legame tra squadra e tifosi.

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ATMOSFERA GIUSTA. L’atmosfera era quella giusta: 2000 tifosi, il calore della gente e di una bella giornata di inizio primavera. E poi le risate, le battute, il giro di autografi, un torello e una partitella quasi dimostrativa, un allenamento “leggero” in cui i gigliati ci tenevano a farsi vedere, e a ricevere l’abbraccio del proprio popolo. Tutto liscio? Non proprio: Dodo si ferma, e speriamo non per molto. C’è invece soddisfazione per il ritorno in gruppo di Fortini e Solomon. Soprattutto l’israeliano, che ha avuto un ottimo impatto sulla squadra, è atteso al rientro in campo contro il Verona, e si spera possa dare quel pizzico di creatività, verve e furore offensivo in più che può solo far bene a una squadra che ha ripreso colore, vitalità e slancio positivo.

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La partita in vista è quella col Verona: vi ricordate i nuvoloni neri sul Franchi al triplice fischio nel match d’andata? E l’atmosfera di pessimismo cosmico che aleggiava? Buttate tutto nel cestino, “refreshate” e ripartite da qui, con entusiasmo e convinzione. Tutti insieme, per il rush finale.


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